mercoledì 2 ottobre 2013

Planet Ocean




"Per molto molto tempo ho contemplato l’Oceano senza comprenderlo. Potevo sentire l’immensa energia delle sue acque, ero sbalordita dall’intensità di quel blu, respiravo l’aria dell’immenso mare aperto, ma in realtà non vedevo nulla. Qui a Shark Bay, Australia, le scogliere mi hanno sussurrato la storia della Terra. Loro nacquero dagli organismi viventi dell’Oceano, un vasto cimitero creato da miliardi di scheletri di animali marini accumulatisi in fondo al mare quando la Terra stessa era ancora completamente Oceano.
Questi organismi crearono l’aria che respiro e l’atmosfera che mi protegge.
Vedo potenti maree farsi strada nelle sabbie delle spiagge, ma non posso vedere che questo movimento è la sorgente di tutta la vita.
Vedo il vento dare forma alle dune, ma non vedo la profonda relazione tra la Terra e il Mare.
Vedo il sale sbiancare l’arida terra, ma non riesco a vedere quanta vita l’Oceano ha portato sui continenti.
Vedo immense praterie colonizzare le profondità come non ho mai visto sulla terraferma.

Ma in Shark Bay c’è molto più di questo.
Qui, all’origine della nostra stessa storia, noi, l’umanità, è iniziato tutto qui, in una colonia di fossili viventi e batteri che vivono sulla superficie dell’Oceano chiamati Stromatoliti.
Sono un discendente di questa forma di vita, la più antica conosciuta sulla Terra, che venne alla luce quattro miliardi di anni fa.
Io vengo da qui. Vengo dall’Oceano.

E ora, di fronte all’Oceano, tutto quello che posso vedere siamo solo noi, l’umanità. Siamo sette miliardi di esseri viventi. Abbiamo formato il mondo a nostra immagine. Sulle coste degli oceani abbiamo costruito immense città dove viviamo a milioni. Abbiamo scavato porti e appiattito isole per costruire le nostre fabbriche. L’Oceano ci ha fornito tutte le ricchezze minerali di questo mondo. Lavoriamo i materiali, prepariamo l’acciaio, tagliamo, modelliamo. Cento mila delle nostre navi incrociano sui mari. Tutto ciò che vive, tutto ciò che cresce sulla terra prima o poi passerà sotto la nostra morsa di ferro. Siamo persino in grado di trasportare intere foreste. Rovistiamo incessantemente nell'Oceano per nutrirci, siamo diventati dei super-predatori. Abbiamo inscatolato tutto il mondo in seicento milioni di containers che possiamo trasportare proprio grazie all’Oceano. L’Oceano… che stiamo usando per poter globalizzare.

Il Pianeta è nostro. E adesso, dove stiamo andando?

Sto diventando consapevole delle conseguenze del mio potere. Pesca incontrollata, surriscaldamento globale, esaurimento delle risorse, inquinamento. La mia strada mi ha portato troppo lontano.
Io lo so, perché sono in grado di capire cosa mi sta succedendo.
Come sono arrivata a questo punto, in cui non vedo più ciò che mi circonda. 

Per capirlo, dobbiamo tornare dove tutto è cominciato…"

giovedì 19 settembre 2013

To build a home...

Sigla...



Mi sto rendendo conto di essere diverso. Di prendere coscienza del fatto che da soli si cresce.
Che da soli, in fondo, non si è mai e lo si è sempre.
Quando ci ritroviamo a percorrere un po' del percorso per noi stessi, troviamo altri che lo fanno.
Perciò siamo soli? Sì... e no....

Perché in fondo essere noi stessi significa un po' quello. Accettarsi richiede tempo e lavoro. Non c'è una regola fissa, di certo il viaggio, più o meno simbolico che sia, aiuta.
C'è sempre il rischio di diventare il luogo in cui siamo cresciuti. Rischiamo di diventare ciò a cui siamo abituati, ciò in cui ci ritroviamo. Di diventare le cose che arriviamo a possedere. Di essere un'identità solo se inseriti in quell'unico contesto.

Un po' di epurazione, di catarsi, male non fa. Com'era? Chiudere la porta (dietro di sé, magari), rimuovere la polvere, cambiare musica. Ed ecco che soli, lontani, spogliati dal contesto, ci manifestiamo.
Impariamo a dire un semplice "sì", quando prima avremmo girato in tondo giocando con monosillabi e pretestuosità confuse. Impariamo ad essere vivi in quello spazio e in quel tempo, senza volgere lo sguardo attorno a noi cercando l'approvazione di qualcuno, sperando di compiacere o di non offendere le sensibilità artificiose di chi ci sta accanto.

Tornare a quei bellissimi "sì". Scoprire magari che i tuoi giorni e le tue notti sono magnificamente pieni se volgi il tuo tempo e le tue risorse a beneficio degli altri viaggiatori. Che una volta l'incapacità di dire "no" pesava, greve, perché l'immobilità impediva di tenere fede ad impegni presi per puro spirito di bontà. Ma liberato dalla paura di dire "no", quel "no" non lo dici nemmeno più.

E ti ritornano sorrisi, abbracci, parole di affetto, che in fondo è proprio quello che ci serve per andare avanti con dignità.

Incontri una persona, ti prendi tempo per ascoltarla, guardarla, capirla e vedi che è bellissima, che porta con sé tante di quelle piccole e grandi meraviglie che il tuo unico desiderio è che continui a camminarti accanto. Che possiate imparare più cose possibili, conoscervi, fondere le reciproche esperienze, crescere assieme. Finché il percorso è in comune, almeno.

E ti apri, fai sapere agli altri cosa provi, vuoi che sappiano che fai quel che fai perché vuoi loro bene, perché quello che ti danno, per poco che possa sembrare, è in realtà tutto.
E se qualcuno prende un altro sentiero, sceglie con coraggio di svoltare, ciò che conta è quello che ci ha lasciato dentro e quello che noi siamo riusciti a lasciargli. In realtà non possediamo nessuno. Non è possibile. Siamo soli, ricordate? Quello che possiamo fare è stare vicini, conoscerci, amarci nelle mille varianti che questo sentimento ci offre. Tenendo a mente che amare qualcuno significa anche lasciarlo libero di andare quando è il momento. Ma il bello è che dopo sarà tutto diverso, avrà un nuovo significato. Beh, avete presente, no? Addomesticarsi, la rosa diversa da tutte le altre, il colore del grano...

Non dobbiamo cercare a tutti i costi di fare felice chi ci è accanto, o falliremo miseramente. Non dobbiamo cercare a tutti i costi la nostra felicità, altro fallimento. Se non altro perché è difficile sapere cosa ci renderà davvero felici.
Perciò lasciamoci fluire, cogliamo tutte le occasioni che ci si presentano e tuffiamoci in esse a seconda di com'è la nostra natura.
Se il vostro essere vi spinge a dare, a non risparmiarvi, a dedicare a cuor leggero tempo e risorse a chi ci sta attorno, allora va fatto. E il risultato è inebriante, la sensazione finale di totale appagamento, di pace, di completezza. Insomma, torna molto più di quello che doniamo.

Se per un certo periodo della tua vita ti additano come egoista, ti tacciano di avarizia materiale ed emozionale, beh, forse è vero, no? Ogni momento della nostra vita è come noi lo facciamo. La responsabilità è nostra, così come le scelte e gli errori. Solo nostri.
E se qualcuno non vi accetta, va bene. Magari la cosa vi farà soffrire, ma se si sceglie di vivere intensamente le proprie emozioni, bisogna accettare anche quelle brutte. Che faranno molto più male, tra l'altro. Dobbiamo perdonare e andare avanti, perché siamo tutti ridicolmente imperfetti.

Da tanto tempo avrei voluto essere come sono ora, ma non ce l'ho mai fatta, non ho mai avuto il coraggio e la forza di essere davvero me stesso. Ora posso, ora riesco.


In fondo, non è mai troppo tardi per imparare chi siamo.
Per rimettersi in spalla lo zaino, alzare lo sguardo verso quella che ci sembra la direzione giusta e incamminarci. La strada da percorrere potrà sembrare solitaria, ma solo perché all'inizio è solo nostra.
Di solito non resta così per molto... fidatevi...

:-)

domenica 8 settembre 2013

The Answer...

A volte certe frasi ricorrono, certe canzoni saltano fuori nei momenti perfetti, la scena di un film sembra scritta apposta per te.
E con l'apertura mentale giusta, diventano segnali, diventano momenti che ti dicono qualcosa. Fa niente se sono solo coincidenze. Fa niente se, come me, non credete nel destino. E' come noi interpretiamo le cose che conta. La filosofia pura e semplice lasciamola a chi ha tempo da perdere. Viviamo, cercando attorno a noi tutti i segnali -veri o presunti- che ci aiutino ad andare avanti nel migliore dei modi.

Se dobbiamo prendere una decisione importante, fare una scelta, non c'è niente di male nel fermarsi, guardarsi attorno e cercare un segnale, una spinta. Magari la risposta è già dentro di noi, ma non sempre abbiamo la forza di prendere e via! La responsabilità sarà sempre e solo nostra, la strada va imboccata per noi stessi e, spesso, da soli. Ma è più bello se abbiamo la convinzione che sì, andava fatto così, tutto portava a quello.

Perciò se la mattina mi ritrovo a Savona in riva al mare, faccio colazione con le Stelle, salgo a bordo del Tressette e mi trovo quasi tutti i miei compagni di viaggio a bordo che mi abbracciano e sono sinceramente felici di vedermi, mi godo due splendide immersioni, facendo peraltro felicissima una persona speciale...

...beh, non posso che tornare a casa, buttarmi sul divano un paio d'ore e, certo di addormentarmi, scegliere un film a caso giusto per curiosità. Il film mi prende, mi diverto, e scopro pure che si conclude con un bel monologo.
Ma quando sento la frase con cui si chiude tutto il film... mi viene da dire che...



Foto impunemente rubata a Elisa... ;-)

Davvero, le ultime cinque parole di questo monologo non le dimenticherò facilmente... :-D

"Franklin, what are we so scared of?
You only get one shot at this life. There are no do-overs. Time wasted, is time lost. The past is a ghost. The future a dream. There is only right now.
We need to forgive each other, Franklin. Forgive and keep moving forward because we're all so ridiculously imperfect. And we need to find a place we call home. A place were we know we're loved and we feel safe.
I see it all so clearly now. It doesn't matter if you live in a small apartment or some big mansion on a hill. Doesn't matter if you live in a mental institution or on some sunny beach in St. Croix.
It's all in your mind. Every moment of your life is what you make it. Pain. Love. Fear. Happiness. You choose to feel each of them. So choose to be happy, Franklin. Choose to be happy!
Cause happiness is a state of mind.
"
Bernard Franklin - Small Apartments (2012)



P.S. Io l'ho visto in lingua originale. Questa è la versione del doppiaggio italiano.

"Franklin, di che cosa hai paura?
Hai solo un'occasione nella vita. Non ricapita. Il tempo sprecato è tempo perso, il passato è un fantasma, il futuro è un sogno, c'è solo il presente.
Dobbiamo perdonarci a vicenda, perdonare e andare avanti perché siamo tutti ridicolmente imperfetti.
E dobbiamo trovare una casa, un posto dove sappiamo di essere amati e ci sentiamo al sicuro.
Adesso vedo tutto più chiaramente. Non importa se vivi in un piccolo appartamento o in una grande casa in collina, se vivi in un istituto psichiatrico o su una spiaggia assolata a St. Croix.
E' tutto nella tua mente, ogni istante della tua vita è come tu lo fai: dolore, amore, paura, felicità. Scegli tu come ti vuoi sentire, scegli di essere felice, Franklin. Scegli di essere felice.
La felicità è una condizione mentale.
"

 

lunedì 2 settembre 2013

A state of mind...

Sigla!


Ed eccomi qui. Lacchiarella City, ore 2.13.
E chi dorme stanotte??? Solo ieri sono successe tante di quelle cose... oggi mi sembra che ci sia un silenzio innaturale in giro. Passeggio per il paesino in cui sono cresciuto ed è tutto più lento, più fermo. Potrei anche dire che la gente mi guarda strano, ma attribuiamolo al fatto che sono vestito da Cavalletta, con costume, infradito e divisa del diving... e il 2 settembre a Lacchiarella è una cosa che non passa inosservata, ve lo garantisco... :-D
E poi qui manca il mare, gente. Non è che l'abbia scoperto ora, intendiamoci... sono impazzito sì ma non del tutto. E' che devo ancora capire perché ma questa cosa mi destabilizza. Vabbé, ci penserò...

Ma veniamo a questa notte insonne.
Divano, birra, i colori chiari di casa mia, musica a volume sufficiente da confondere un po' il flusso dei pensieri.
Pensieri del tipo... Non so... è durato tutto troppo poco? Di sicuro il tempo è volato.
Ho fatto abbastanza? Ho dato abbastanza? Almeno tanto quanto ho ricevuto? Possono 31 giorni cambiarti così radicalmente?
Direi che tutto è cominciato da questa frase, che "dice tutto quello che c'è da dire". ;-)



Cercavo un'esperienza nuova e l'ho trovata. Volevo fare quello che ho sempre desiderato e alla fine è stato più bello di quanto me lo aspettassi. Volevo viverlo pienamente, ora dopo ora, ed è stato più impegnativo e intenso di quanto avrei mai osato sperare.
Ma a quest'ora, dopo il viaggio in auto e un lunedì di lavoro di quelli davvero insostenibili, ancora troppe sono le idee da raccogliere, troppa la roba da scaricare dall'auto, troppe le esperienze da elaborare.

Per ora posso solo ripensare ai miei compagni di viaggio.
Ci vuole un'altra birra...
E altra musica, pescata nella soundtrack di quest'estate...



Tanto ci sarebbe da dire sul Marengo, davvero tanto (e tutte cose belle, giuro :-D ), perciò mi limiterò a metterlo al posto che gli compete: al comando, all'inizio di tutto, in cima all'elenco di nomi, volti e cuori che mi hanno accompagnato mentre mi lasciavo portare dal vento. E in questo elenco siete davvero tanti.

Perciò vi ringrazio...

Perché siete entrati nella mia storia e l'avete resa più ricca.
Perché vi siete fidati di me e questo è il dono più prezioso che si possa fare.
Perché tutti quanti mi avete insegnato tantissimo sulla vita, sull'amicizia, sul potere di una passione che trasforma un gruppo di estranei in una famiglia.
Perché mi avete fatto sentire a casa, e avete reso ancora più unico quello che per me è il lavoro più bello. Perché a voi e a tutte le altre Cavallette sentivo di dedicare ogni minuto del mio tempo, ogni briciolo di energia.
Perché in barca, sott'acqua, cenando assieme, mescolando in silenzio il primo caffè del mattino, davanti ad una birra, in spiaggia, di notte, e in tutti gli altri momenti che abbiamo condiviso mi avete sempre fatto sentire uno di voi.
Per i vostri occhi che brillavano attraverso le lenti della maschera.
Per i brindisi. Per le risate.
Per la musica, i balli, i tuffi dal sundeck, le camminate in mezzo alle vigne.
Per le belle parole che a volte non arrivano nemmeno da chi ti conosce da anni.
Per i gesti semplici fatti col cuore.
Per le emozioni forti, a volte fin troppo forti.
Perché vi siete lasciati accompagnare attraverso quel banco di saraghi, in un semplice rituale che da solo era sufficiente a rendere ogni mia giornata unica ed irripetibile.

Mi tengo da conto un abbraccio speciale ai Draghetti e ai milanesi vari che mi sono venuti a trovare portandomi aria di casa. Nei mesi scorsi eravate felici per quanto mi brillassero gli occhi mentre vi raccontavo cosa avrei fatto ad agosto e alla fine avete persino deciso di dedicare a me un po' delle vostre vacanze. Mi avete dato modo di condividere tutto questo con voi, che più di tutti mi avete sostenuto negli ultimi mesi, che siete le persone che avevo perso e che ora ho ritrovato in questa mia "vita nova".


Di viaggi ne ho fatti tanti.
Ma pur restando così vicino a casa, non sono mai arrivato così lontano.

Che vi devo dire, dopo la primavera più brutta della mia vita, mi avete regalato l'estate più bella.

E proprio in questa strana estate, qualcuno mi ha ricordato in maniera semplice e genuina quanto sia bello festeggiare la vita ogni singolo giorno e in tutti i modi possibili. Può sembrare incredibile ma proprio loro, tre splendide “trafficanti di sogni”, mi hanno fatto scoprire che in fondo al mare le stelle esistono...


Le cavalletteeee!!!!




- But I don't want to go among mad people.
- Oh, you can't help that, we're all mad here. I'm mad. You're mad.
- How do you know I'm mad?
- You must be, or you wouldn't have come here.

(Alice's Adventures in Wonderland, 1865)


Perché solo con la giusta dose di follia ci si può trovare nel paese delle meraviglie. Solo con il coraggio di seguire i propri sogni si può attraversare lo specchio. E vivere la più bella delle avventure.

Dedicata al folle più coraggioso che conosca... Grazie di tutto, Paolo.
:-)


lunedì 12 agosto 2013

Perché in fondo al mare le stelle esistono...

Sigla.





Perché sì, come cantano i Noir Desir, non ho paura del cammino e il vento mi guiderà...
Aprendo nel titolo del post con la bellissima frase di Valentina, mi fermo un attimo perché siamo alla fine della prima settimana del mio mese da "Cavalletta".
Ed è presto per trarre conclusioni perché, cazzo, sono ancora lontano dalla Conclusione vera e propria e poi perché quando verrà il momento sarà il caso di parlare di Conferme, piuttosto che di Conclusioni.

Nel frattempo posso solo dire che questo lavoro... no, quale lavoro, questa è la mia vita. Paolo ed io siamo impegnati dodici ore al giorno, ma non mi serve altro. Passare la giornata in acqua o al diving non importa.
Avete presente, no? "I love the smell of neoprene in the morning"... ecco è tutto lì.

Sto imparando che mi basta davvero poco per essere felice, mi basta davvero poco per sentirmi vivo. Il sorriso di chi mette la testa fuori dall'acqua dopo una bella immersione, il sale sulla pelle, persino l'odore di gasolio delle barche a motore. Fa tutto parte del quadro. Non sono mai stato così sereno, completo, leggero e pieno al tempo stesso.

Paolo è una persona stupenda, che ha avuto il coraggio di inseguire un sogno. Non è da tutti. E fanculo, se dovessi scegliere qualcuno con cui buttarmi alla cieca da una rupe, ecco, sarebbe lui. Perché la lezione più importante la sto imparando proprio da lui.

E io sono qui. Mi circondo di belle persone non perché qui siano più belle che altrove (beh, un po' sì), ma perché se sei in pace col mondo il mondo è in pace con te.
E sono qui ed ho paura, paura perché questa vita mi piace, perché non mi manca casa, perché mi sento a casa quando indosso la muta e attraverso il banco di saraghi del Canalone, ed ecco che la mia giornata è stata bella, a prescindere da tutto quello che può succedere prima o dopo.
I miei genitori e i miei amici sono più lontani del solito, ma so che sono felici per me e tanto basta. Alcuni verranno a trovarmi, con altri ci si sente tutti i giorni al telefono o su facebook. E se fossero ancora più lontani, se io fossi ancora più lontano??? Ecco, oggi so che la cosa non mi spaventa più.

E poi ti ritrovi a guardare le stelle cadenti, al largo, sorseggiando (tanto) vino e rum, tuffandosi in piena notte in un'acqua caldissima, tra risate, musica e un finale dei più comici. E con me oltre a Paolo e Daniela c'erano Valentina, Denise, Elisa, Francesca, Paolo e Paola. Nomi nuovi che entrano nella vita e la rendono migliore, con semplicità. Nomi importanti perché ognuno a modo suo mi ha arricchito, sta scrivendo un capitolo della mia storia, che poi è quello che rimane di noi, l'unica cosa che non ci possono portare via. La nostra storia.

Altre volte in vita mia mi è capitato di sentirmi solo, ma per la prima volta mi sento solo ma completo. Basto a me stesso, perché ho il mare, il vento, il sale. No, non è vero. Basto a me stesso perché è così, perché me lo sono guadagnato. In più ho il mare, il vento, il sale...

Ed è solo la prima settimana...




mercoledì 31 luglio 2013

The Month of Living Grasshopperly...

Fatta salva nel titolo del post la parafrasi del filmone di Peter Weir, cominciamo con la sigla. C'entra una sega ma l'ho da poco trovata su i-tunes e spacca davvero... :-)



Ebbene sì, prendendola molto larga si torna a parlare di subbaqqueria, perché domani (tra 5 ore per l'esattezza) comincia questa mia piccola grande avventura. Un mese col Marengo alle Cavallette, un mese di mare, immersioni, sale e azoto.

Una piccola grande avventura, dicevo, perché è un sogno che si avvera, un'esperienza che avrei sempre voluto provare, un passo importante nella mia vita da subacqueo. Oltre che una gavetta non indifferente e comunque molto più intensiva di quella fatta negli ultimi anni.

E si parte, col cuore al tempo stesso leggero e palpitante, con l'emozione di qualcosa di nuovo e quel po' di paura fottuta che senti per forza quando qualcosa di grosso si sta per realizzare. Oggi la vita ha un sapore completamente diverso rispetto a quello di una dozzina di post fa, ma non per questo vivrò meno intensamente tutti i momenti di questa esperienza. Sono fortunato, anche per il semplice fatto di aver compreso, come ripeto sempre, che finché provi emozioni -belle o brutte- significa che sei vivo. Ed è già qualcosa.
Perciò ben vengano nelle prossime settimane sia le risate che la malinconia, sia i momenti di solitudine guardando il mare che gli amici che mi verranno a trovare, sia l'impegno che un lavoro come questo richiede che i momenti di relax e gli sfottò con Paolo, Riccardo e Stefano.

Mi sembra ancora tutto un sogno, tutto successo così in fretta. Aspetto di ritrovarmi domani al lavoro e in un attimo mi risveglierò nel mezzo dell'azione, ritrovandomici così, come se tutto cominciasse in media res e i frenetici preparativi di questi giorni restassero nei ricordi come un veloce flashback dopo i titoli di testa.

E parto ancora più sereno perché il 2013 m'ha regalato anche un ritorno inatteso, una di quelle svolte che ti danno una spinta fortissima in avanti, che ti dicono che in fondo al mondo c'è sempre qualcuno che ti è affine, che ti capisce, che condivide con te tanti aspetti di questo casino che è la vita. E che ti fanno venire una voglia irrefrenabile di restituire il favore. Perché in fondo non è importante trovare la Soluzione o la Risposta o il Lieto Fine (quelli con le lettere maiuscole), è molto più importante farsi le domande giuste... e rispondersi a vicenda con tanto sarcasmo, una sonora risata e un brindisi.
Perciò a tal proposito chiudiamo con la sigla-tributo:



E ora a nanna che domani si ricomincia. Di nuovo.
:-)

mercoledì 10 luglio 2013

Cloudy Sunset Approachin'...



Then I was inspired
Now I'm sad and tired
After all I've tried for three years, seems like thirty
Why then am I scared to finish what I started
What you started
What we started

...

lunedì 3 giugno 2013

Emptiness...



And so it ends. With a bunch of keys on the floor, thrown throught a barely open window.
With a closet emptying out week by week. A closet that now looks too wide.

Did you expect something like this? 'Cause I don't. It's still hard to believe.

And like that closet I feel empty, feel like I don't have enough stuff to fill that space.
But, you know, a big hole in the soul leave you empty, but also lighter.

Time'll take care of me, won't it?

By now I just have to hold fast, like a lonely sailor who lost its compass.
Everytime it's possible, I just have to stare at the sea, 'cause "face à la mer, le bonheur est une idée simple"...


martedì 28 maggio 2013

AVA Profondamente Family...



Può un weekend di immersioni essere bello anche senza immersioni?
Logica, buonsenso e retorica suggerirebbero di no, ma capita, se tutte le variabili dell'equazione sono al posto giusto nel momento giusto, che un weekend senza immersioni non sia necessariamente un weekend senza Subacquea.
E se c'è la Subacquea (per come la intendiamo noi), ecco che ci si diverte e il weekend della domanda iniziale non solo diventa bello, ma divertente, aggregante, costruttivo e sotto diversi aspetti indimenticabile.

Come avrete intuito un po' tutti guardando fuori dalla finestra, il nostro evento "AVA Profondamente Pulito" ha subìto un bell'assalto a tenaglia sia da Nettuno che da Giove Pluvio. Mare mosso, visibilità zero, acquazzoni ricorrenti e imprevedibili, temperature praticamente invernali.
Tutte condizioni che hanno tenuto quasi tutti noi lontani dall'acqua, ma che non ci hanno nemmeno per un momento dato l'idea che la cosa non si potesse vivere comunque tutti assieme. Nessuno, ma proprio NESSUNO, si è nemmeno per un momento lamentato del fatto che andare in acqua sarebbe stato problematico. E parecchi ci sono andati comunque per puro spirito di volontà e divertimento.

Ognuno di noi era lì per passare un weekend in Family e così è stato. Sorrisi, chiacchiere, mangiate e bevute.
I quattro sportivi azzurri Piccinini, Montano, Aicardi e Marin sorridenti, semplici, sempre disponibili.
Una visita al Baratti e una al Deep Inside...il primo che sorprende i quasi 250 presenti con una "spaghettata" organizzata al volo con il sorriso e la semplicità di chi prepara qualcosa al volo per due o tre amici che ti sono venuti a trovare... Il secondo che ci spiazza e ci commuove offrendo a TUTTI un buono per recuperare le immersioni non fatte.
Le magliette, indossate con orgoglio (in un caso anche sopra la muta!), e i cappellini di Calimero, indossati sempre. Ma proprio sempre. Con tanto di prototipo cappuccio/uovo da portare sott'acqua.
Ed è bellissimo constatare quanto questo clima non sia solo una personale visione filtrata e distorta dal mio risaputo cieco ammmmmore per l'SNSI, ma lo stesso è stato subito percepito e goduto anche da Elena, alla sua primissima esperienza con la Family. E sono contento che abbia potuto sperimentare che in SNSI tutto può accadere... le incursioni "spritz" al baretto del piano-4 con il gruppo del Veneto, cenare al tavolo presidenziale e chiacchierare amabilmente con i grandi capi, la salsa improvvisata dei Med Blu nel parcheggio, l'instancabile (nonché ormai mio migliorissimo amicissimo del cuore) Giacomo, le battute e i mille coinvolgenti progetti di Riccardo, diving center che ti fanno sentire a casa anche se ci metti piede per la prima volta...

E per quel che mi riguarda... esco da un periodo estremamente disorientante in cui ancora non capisco se quello che c'era prima era un sogno e mi son svegliato oppure esattamente l'opposto, ma posso tranquillamente dire che finalmente questo è stato il primo evento che ho vissuto davvero "al caldo", davvero sereno. Come sempre ho incrociato più volte sorrisi, battute, idee e progetti con Fulvia, Alessio, Riccardo e Giacomo, ma in più ho avuto modo di conoscere meglio una larga fetta di Family con cui normalmente, per motivi temporali o geografici, non ho occasione di interagire.

Insomma, pur senza aver bagnato l'attrezzatura (che se vogliamo... almeno non è da lavare!!! :-D ) il messaggio di AVA - Profondamente Pulito ha raggiunto comunque tutti, abbiamo visto bei posti, abbiamo conosciuto nuovi amici e ritrovato quelli vecchi, e nonostante il meteo ci siamo scaldati tutti quanti a vicenda.

Ma soprattutto, ciò che ha reso me un bambino felice e questi giorni storici: ho conosciuto Calimero... quello vero!!!! In carne, ossa, guscio e piume!!!! MITICOOOOOOO!!!! :-D


The one. The only. The Real...

 


     



domenica 12 maggio 2013

Uhm...

... e poi scopri che per guarire ci vuole più tempo del previsto (o dello sperato), che comunque non riesci a fartene una ragione e la cosa non ti piace, che anche se hai cominciato ad andare oltre e a ricostruire, ogni tanto quel cazzotto fa ancora bruciare lo stomaco.

Eccheccazzo...

domenica 21 aprile 2013

My Immortal...




I'm so tired of being here suppressed by all my childish fears.
And if you have to leave I wish that you would just leave,'cause your presence still lingers here and it won't leave me alone.

These wounds won't seem to heal, this pain is just too real. There's just too much that time cannot erase.


When you cried I'd wipe away all of your tears, when you'd scream I'd fight away all of your fears.
And I held your hand through all of these years...






...

sabato 20 aprile 2013

Nel frattempo...



E da domani basta con le vecchie foto, le vecchie e-mail, i vecchi bigliettini d'auguri con dedica...
...ottimo. Dunque... da un punto di vista meramente matematico a "domani" mancano ancora 12 ore e quaranta minuti, perciò...

Pioggia di merda... sabato prossimo vado al mare... :-\

venerdì 19 aprile 2013

Just tryin' to live a good one...





"Most people like to own things.
You know, land, luggage, other people. Makes them feel secure. But all that can be taken away.
And in the end, the only thing you really own is… uh… is your story.
Just tryin' to live a good one."

Già. Cerchiamo di vivere una buona storia. Di poterci guardare indietro soddisfatti.
Che periodo strano... Non posso dire brutto, chi me ne da il diritto. In fondo ho la salute, ho un lavoro, ho gente che mi vuole bene.
E infatti c'è stato il bel week-end a Livorno, con quelle due persone che mi stanno vicino più di quanto avrei mai osato chiedere. Che mi fanno capire che posso fare tanto, che c'è tanto da fare. E io ho voglia di intraprendere nuove strade, ma anche dopo la seconda bottiglia di vino ero comunque cosciente del fatto che ora non è il momento di prendere decisioni. Almeno non quelle decisive (se mi consentite la cacofonia).
Posso permettermi di prendere ancora un po' di tempo, ma non voglio esagerare.
Forse ho intravisto una possibile strada e chissà... dopotutto è quello che sognavo da quando avevo 16 anni, no? Bah, intanto continuo con la mia sad pop music, va'! :-)

E poi la notizia di Emiliano. Cazzo, altra botta. M'ha veramente scombussolato ancora di più quei confusi impulsi neuronali elettrici che chiamo "pensieri".
Ho la fortuna di aver sviluppato un buon rapporto con l'idea della morte, perciò quando ho saputo che un mio coetaneo se n'è andato così, mi sono subito messo a pensare a come ha vissuto, piuttosto che come è morto. Non lo conoscevo un granché, ma dai suoi racconti, da quel che diceva, dalle espressioni che aveva nelle sue foto, dai saluti postumi dei suoi amici su FB mi ha sempre dato l'idea di un ragazzo con una gran voglia di vivere, che se l'è goduta non nel senso epicureo del termine, ma sfruttando il proprio tempo come un dono prezioso.

E così deve essere.
In questo momento sono in una situazione che non ho chiesto. Sono in una condizione in cui non volevo essere. Ma come ben sapete il mio motto è (da oggi pomeriggio ancor di più) parte integrante di me.

"Va tutto bene. La vita non deve essere perfetta. Deve essere vissuta".

Ed è allo stesso tempo un memento e un monito: ricordati di respirare a pieni polmoni qualunque cosa ti succeda, perché ogni boccata, dolce o amara che sia, è comunque ossigeno, forza, energia vitale, crescita.
Un monito perché io ce l'ho una vita, ho la possibilità di scegliere, di andare avanti, lamentarsi per le cazzate è una vana perdita di tempo che lascio a chi ha voglia di buttare nel cesso giorni preziosi.

E perciò
"When it comes your time to die, be not like those whose hearts are filled with the fear of death, so that when their time comes they weep and pray for a little more time to live their lives over again in a different way. Sing your death song and die like a hero going home."

E chiudiamo così...

Lovin' that smell... over and over...

6 aprile 2013

Un'intera giornata al Poligono di Novi, partecipando da "infiltrato" il corso di Tiro Tattico Operativo tenuto da Christian...
Credo di aver bruciato almeno 200 colpi solo oggi. La mia 17 è uno spettacolo, viaggia che è una meraviglia. Abbiamo lavorato talmente tanto che non c'è stato nemmeno tempo per sgranchire la 38 o l'Hatsan...

Beh, in compenso notare i due "special guest" della giornata...





Wow... sparare con una pistola d'epoca, un'originale del 1937, percepire la perfezione dell'assemblaggio e del progetto alla base. Ma quante ne sapevano???

E poi l'M4... quello lascia letteralmente senza parole... =-)

Train hard, fight easy!!!!
;-)

Reboot...

Lunedì 1 aprile (notte tarda... tanto per cambiare...)

Si cresce e si cambia.

Si cresce e si sbaglia.
Beh, sbaglio molto e cresco poco, bisogna solo aggiustare le proporzioni.

E quando fa così male va vissuto, perché niente insegna come il dolore. Se cerchi di scacciarlo sprechi importanti lezioni. Godiamocelo, perché le sensazioni intense vanno vissute, respirate, gustate. Buone o cattive non fa differenza, finché sono intense significa che sei ancora vivo. Buon segno, dopotutto.


Anche se fa male. Porca puttana se fa male...


L'improbabilità infinita...

21 marzo 2013 (notte tarda...)

Sigla:


Già, perché quando finalmente realizzi che è successo l'insuccedibile, che l'Evento, "The One" si è reso manifesto in tutta (e nonostante) la sua infinita improbabilità, beh c'è poco da fare.
In attesa di tornare alla realtà e rimboccarsi le maniche non riesco a fare altro che stilare un sarcastica pro-con list, aiutato da zuccheri, alcool e (al più presto) THC. Che non sono la soluzione, intendiamoci, ma in questo momento fottesega e preferisco stortarmi piuttosto che raddrizzarmi.

Ma andiamo oltre.

ASPETTI POSITIVI
1. Ascolto giustificato di splendida sad pop music. Più il testo è struggente, più ci si sente compresi da artisti che ti stanno vicini in questi momenti perché sanno che compri qualunque cagata su iTunes. Quindi eccovi i miei 0,99 euri, in cambio chiedo solo accordi in Si b, Re m, terze diminuite, accompagnati da voci di belle fighe dallo sguardo triste.

Exempli gratia:



2. Diversificazione musicale. Corollario al primo punto, si rende necessario per un po' evitare certi pezzi che richiamino alla mente ricordi ancora troppo vividi e dolorosi. Ecco che allora si pesca nei back-up roba inascoltata da tempo o del tutto mai ascoltata. Quanto mi garbava la musica celtica... ne ho giga su giga. E ho rivalutato i System of a Down, magari non i testi, ma certa musicalità è unica. W il metallo...

3. Tempo libero. Per lo più recuperato di notte grazie a intoppi nel passaggio veglia-sonno e a risvegli tachicardici contro i quali non ha molto senso lottare.

4. (diretta conseguenza del punto 3) Aumento della cultura. Quasi divorato un libro in tre giorni. Già pronto il prossimo.

5. (seconda diretta conseguenza del punto 3) Aumento della Forma Fisica. La maggior parte degli uomini nella mia situazione si ficcano sotto un bilanciere e cominciano a gonfiarsi, nutrendosi di soli bianchi d'uovo e bresaola. Io per fortuna non sono impazzito del tutto e ho ripreso a correre. Faccio già 6 km. Fico.

6. Alimentazione squilibrata. Va nei "pro" perché è divertente mangiare nei luoghi e negli orari più disparati. Si apprezzano anche le piccole cose, tipo che il Mc di Binasco nel weekend sta aperto 24 su 24. Sono cose belle.

7. Piacevole Insensibilità. Così ben trasposta in musica dai Pink Floyd (vabbé, se non l'avete capita è qui), è quella condizione di cinismo che sebbene possa essere annoverato tra gli aspetti negativi in realtà regala un vantaggioso distacco nei confronti di eventi che altrimenti turberebbero. Mi spiego: cose come la disastrosa situazione socio-politica del nostro Paese, le dimissioni storiche del Papa, la crisi globale... tutte cose che mi restano del tutto indifferenti e che quando sono particolarmente ben disposto mi ispirano espressioni gggiovani tipo "fottesega", "fregancazzo" o "puppatemilafava". Se invece sono proprio inverso, di fronte a questi pezzi di storia mi limito a digerire a voce molto alta (anche grazie al punto 6).

What else...

ASPETTI NEGATIVI
- Tutto quanto non compreso nell'elenco "ASPETTI POSITIVI".

That's all, folks!
:-\

martedì 19 febbraio 2013

EUDI 2013

Un grande evento... mi ci voleva proprio.
Come sempre le polemiche relativa alla fiera, alla sua organizzazione e alla mancanza di certi riferimenti non sono mancate, ma sinceramente ero partito per l'EUDI con il puro intento di stare un po' con la Family. Ne avevo proprio bisogno.

E se in giro per il pad. 6 l'atmosfera non era delle più allegre, con tanti spazi vuoti riempiti da piscine, inguardabili opere di arte moderna (non me ne vogliate, ma quella boiata con le lamiere era veramente inguardabile) o addirittura nient'affatto riempiti, sinceramente non me ne sono accorto. Allo stand SNSI l'aria era festosa, i membri della Family passavo l'intera giornata a chiacchierare e fare foto, si prendevano contatti, si parlava delle tantissime novità, ci si pigliava amorevolmente per i fondelli a vicenda com'è giustamente dovuto.

E il tempo mi è letteralmente volato, alla ricerca dei vecchi amici e chiacchierando con quelli nuovi, spiegando agli interessati avventori il nostro lavoro e i nostri corsi oppure cercando di dare un piccolo aiuto alla gestione del banco. Soprattutto per quel che riguarda il gadget di quest'anno... a proposito, se non siete venuti in fiera, vi auguro che alla prossima uscita in barca i vostri preziosissimi occhiali da sole da 15 milioni di dollari vi cadano in acqua. Con una semplice visita allo stand SNSI avreste evitato l'inconveniente!!!! Ehehehehe... :-P

Anche se non avete idea che meraviglia scoprire quale fosse il gadget dedicato ai professional... insomma, non è da tutti!!!!

Il non essere da tutti... =-)

Ma soprattutto ho avuto tempo di dare voce alle mie perplessità e mi è servito tantissimo. Ora i progetti e le idee ci sono, così come il voler fare meglio e il fare nel modo giusto. So di aver fatto degli errori e so esattamente come correggerli. In più vediamo se una certa ideuzza può andare in porto... ma 'un si dice nulla, via! :-D

Di cose da dire ce ne sarebbero per riempire dieci dei miei abituali post chilometrici, ma vado che c'ho da fare col sito... un paio di scatti per farvi rosicare dall'invidia...







mercoledì 13 febbraio 2013

Steppin' back...


Fermi tutti...

Rileggevo un po' di vecchi post e solleticavo i ricordi.
Ricordo che non era un peso puntare la sveglia alle 5 del mattino, di domenica, per fiondarmi al lago sapendo che mi aspettava un'immersione in cui non avrei visto una mazza, avrei preso un botto di freddo e probabilmente avrei avuto una serie interminabile di esercizi complessi da eseguire in pochissimo tempo.
Ricordo che si faceva a gara ad arrivare per primi perché "chi arriva in ritardo offre da bere".
Ricordo anche che a volte in tutto 'sto sbattimento finiva pure che il tuffo non si faceva perché anche uno solo del gruppo non era in piena forma.
Ricordo un caldissimo giorno di inizio settembre, avevo il piede ingessato fino a metà stinco e mi sono fatto più di un chilometro a piedi (a piede...), con l'incedere sfiancante di chi arranca con le stampelle, solo perché dovevo raggiungere Walter in ufficio e ritirare il kit Explorer Diver. Scherziamo? Avere in mano quel manuale e iniziare a studiarmelo in attesa che mi guarisse il piede era di assoluta priorità.
Ricordo che bastava che Walter ci inviasse via e-mail una delle sue domande bastarde sui consumi o sulla pianificazione perché Marco ed io trascorressimo l'intera giornata al telefono o scambiandoci sms per cercare di risolvere il quaesitum nel più breve tempo possibile per non fare una figuraccia.
Ricordo di essermi sentito solo dopo la morte di Walter, ma di non aver avuto paura di rimettermi in gioco, di chiedere aiuto, di sottopormi al giudizio di chi non mi conosceva e intraprendere un percorso che mi consentisse di andare avanti e, in un certo senso, oltre. (per capirci...)
Ricordo molto bene quante convinzioni scricchiolavano, ma quanti nuovi stimoli ricevevo da Fulvia e Alessio. Una vera rinascita, un,altra meravigliosa catarsi subacquea in poco più di due anni.
Ricordo quanto mi piacesse (e mi piace tuttora) studiare, praticare, sostenere esami... datemi del pazzo ma a me fare l'allievo diverte un mondo. (dimostrazione)

E poi ricordo la mia Stefania, che lottando con caparbietà contro le difficoltà iniziali non ha mai smesso di crescere, di aver voglia di imparare, di cercare ad ogni tuffo qualcosa di nuovo.
Ricordo che veniva in piscina sempre e comunque, anche quando non seguiva alcun corso, solo per esercitarsi.
Ricordo che ha affrontato il freddo con una muta a maniche corte, accompagnandomi in ben quattro immersioni in un unico giorno, una delle quali di notte e circondati da squali fin troppo amichevoli, sostenendomi perché in fondo in quei giorni ero un po' deluso e un buddy giù di morale non si abbandona mai. (c.v.d.)

Ricordo un magro ragazzino di 10 anni, che a dispetto di tutto e tutti ha completato un corso Open in mezzo agli adulti, senza mai lamentarsi, senza mai mollare, chiedendomi di fare un'immersione in più perché quella precedente non l'aveva soddisfatto. E che ancora oggi ogni tanto carica su facebook le foto del suo esame. (un esempio)

Ricordo un vecchio amico, allievo della storica DLS, che senza riconoscimenti né incarichi ufficiali si è offerto di farmi da Divemaster durante due corsi Open.
Ricordo che ha partecipato a TUTTE le lezioni di teoria, che in piscina lavorava senza sosta, che al mare sapeva essere ovunque in qualunque momento, che un attimo prima preparava il pallone per gli esercizi e un secondo dopo era accanto agli esaminandi alleggerendo la loro tensione col suo sorriso e le sue battute.
Ricordo che sott'acqua era sempre dove doveva essere, che non perdeva un colpo, che sapeva farsi voler bene da tutti gli allievi di tutte le età. E tutto questo senza che nessuno gli avesse chiesto nulla e senza nessuna gratificazione "materiale" dall'associazione in cui si era allora. (eh beh!)

Sono solo esempi, ricordi e nostalgie che mi sono venuti in mente spulciando qua e là nel blog. Ma questa io la chiamo PASSIONE. Quella che Walter, Fulvia e Alessio (e Roberto e Raul ancora prima di loro) hanno visto in me e hanno fatto di tutto per stimolare, far crescere, incanalare in qualcosa di buono, in qualcosa di più.
Quella che io ho scorto negli occhi di Stefania, di Davide, di Roberto, solo per citare gli esempi di sopra.
La PASSIONE nella vita è tutto, l'essere vivi nel senso pieno del termine non può prescindere dall'essere appassionati in tutte le cose che facciamo.
E' dal mio corso Divemaster che sento la voglia di trasmettere la passione per la subacquea, così come in seguito ho fatto anche con il ballo e con un po' di scherma, le altre due discipline che ho insegnato. Insegnare mi piace, trasmettere agli altri mi fa sentire ricco, molto più del semplice "fare".

Ma purtroppo (e giustamente) non sono Walter, Fulvia o Alessio e in un certo senso non lo sarò mai, perciò ho ancora tanta strada da fare per trovare il mio modo di creare il giusto fluire di nozioni e sentimenti da me agli altri. Per esperienza parto sempre dal presupposto che la colpa sia mia, non degli altri, perciò ci vorrà del tempo per capire, per analizzare, per studiare l'atteggiamento giusto. Forse che il confine tra mettere pressione e trasmettere entusiasmo è un po' troppo sottile. Così come il confine tra l'essere troppo permissivo e il non essere preso sul serio.
Lungi da me il giudicare gli altri, ognuno è libero di scegliere ciò che è prioritario, ma un atteggiamento che ho sempre ammirato nei miei mentori ma che per carattere non sono mai riuscito a replicare è proprio quello del "do ut des". Vuoi fare una certa cosa? Bene. Vuoi farla con me? Ottimo... MA... c'è un "ma" grosso come una casa. Io non mi risparmio, sono a tua completa disposizione e farò in modo di darti molto più di quanto previsto o di quanto sia tenuto a darti, ma l'impegno da parte tua deve essere esattamente lo stesso. Il "valore aggiunto" che Walter mi ha insegnato così bene può essere conferito solo a fronte di una dedizione sincera e totale alla cosa. L'imprevisto capita a tutti, così come il periodo scazzo in cui uno c'ha solo voglia di fare altro. Per carità. Ma la sistematicità del rimando, il far affidamento sulla mia disponibilità a cambiare giorni/orari, la pretestuosità di lavoro/famiglia/amici/impegni/minchiatevarie usati come giustificativo della mancanza di tempo quando la presenza sui social network tradisce una libertà di tempo sufficiente a fare tante altre cose... beh, queste cose comincio ad archiviarle sotto la voce "esticazzi". Ho fatto corsi a gente con lavori molto importanti, turni, trasferte, ma il sincero coinvolgimento facevano sì che gira e rigira si finiva comunque puntuali, oppure con una settimana o due di ritardo (magari dovuta al cattivo tempo per di più).
Se vi sembra un discorso esagerato ed assurdo... beh, vuol solo dire che
1. non siete di sicuro istruttori
2. non avete mai organizzato qualcosa di più complesso di una cena a casa di amici
3. non avete passato decine e decine di ore a studiare o ad imparare qualcosa alla perfezione per il solo piacere di trasmetterla ad altri nel migliore dei modi
4. vi è sempre andata bene e non siete mai rimasti delusi da qlcs/qlcn
Perciò a modo mio devo apprendere la sottile arte del farmi prendere sul serio, del "se non ti interessa cazzi tuoi", ma pur sempre con la voglia di coinvolgere e di appassionare che mi è propria e con quella gioia di vivere e amore per le cose semplici che ormai fanno parte della mia filosofia di vita.

Detto questo c'è bisogno di qualche passo indietro, non tanti, giusti giusti quelli necessari per vedere il tutto un po' più da lontano, sotto una prospettiva più ampia, in modo da valutarlo meglio. A questo aggiungo che ho la fortuna di avere accanto Stefania che non smette un attimo di credere in questa cosa, di essere propositiva, di cercare la strada più efficace ed efficiente da seguire per portare avanti questa cosa che sente sua tanto quanto mia.

Quindi per ora il progetto Seadragon va in stand-by. Lo bozza di statuto già bella e stampata resta nel cassetto in cui giace da novembre scorso, le magliette-prototipo continueranno ad essere indossate con orgoglio. Non ci rinuncio, non si rinuncia ai sogni, in quanto tali lì sono e lì restano. E poi ne ho avuto un delizioso assaggio al Memorial di Sharm. Però voglio strutturarlo meglio, voglio incontrare lungo il percorso i collaboratori giusti che, chi più chi meno, diano il loro contributo emotivo e pratico, lascino nella Seadragon un pezzettino della loro PASSIONE. Cercheremo anche un riferimento logistico, una location ufficiale, perché MondoSub va benissimo, Roberta e Pietro sono sempre stati sinceri, corretti e disponibili con me e per questo li adoro, ma abbiamo bisogno di uno spazio nostro, di un'acqua delimitata che faccia da rifermento aggregante.

Quindi ora continuerò con i corsi messi in calendario perché c'è gente che ci tiene sul serio a proseguire il proprio addestramento e lo vuole fare con me. Dopo la pausa estiva si valuterà con quale forma riprendere il nuovo anno accademico, anche per garantire ai miei allievi una una presenza e un'offerta costanti e non dispersive, alla mia didattica un flusso di lavoro degno di nota visto quanto credono e investono in me, a me un piccolo sogno che si realizzi come sia Stefania che io lo vorremmo.
E ovviamente continuerò a riversare esperienze, pensieri e considerazioni (subbaqque e non) in questo piccolo (x il mondo) grande (x me) blog.
Guardo all'EUDI con più serenità ora, perché so che me lo godrò come membro della Family che ha tanta voglia di fare bene e PASSIONE da regalare in quantità.

Per ora è tutto.
A presto!
:-)

lunedì 14 gennaio 2013

At the gym...

Buon anno a tuttiiii!!!!!!
Il tempo vola e le festività natalizie, che tornati da Sharm sembravano così lontane, sono già un bel ricordo...
Beh, dopo un bellissimo Natale e uno stupendo Capodanno trascorso con gli amici in totale relax (e rigorosamente al mare) già si avvicina il momento di riprendere i corsi e soprattutto la gran reunion dell'EUDI, anche quest'anno qui nella Gran Milàn.

In attesa di nuove avventure subbaqque ne approfitto per ricordare l'ultimo tuffo del 2012, in compagnia del neo-draghetto Simone. Nonostante dalle foto possa non sembrare, si trattava di un assolato lunedì dicembrino, durante il quale ci siamo divertiti a testare la Palestra Subacquea di Arenzano.
Si possono trovare divertenti due tuffi passati a gironzolare intorno, sopra e dentro a dei blocchi di cemento di varie forme messi su un sabbione a -18, con una visibilità pessima, corrente di maroso e acqua freddina?
Che domande...  ;-)

Stay tuned!!!!