mercoledì 16 giugno 2010

The KT Project - Book 2

...e anche la seconda immersione nell'affascinante Panthalassa dell'immersione tecnica "quella cazzuta" è andata. E come sempre durante il viaggio di ritorno mi rendevo conto che il mio bagagliaio, oltre che di attrezzatura bagnata, era molto più pieno rispetto all'andata. Sarò fortunato, ma non c'è giornata dedicata alla subacquea che non mi regali preziosissime lezioni.

Stavolta abbiamo sperimentato una nuova location, il Barro di Grè sul Lago d'Iseo, che ci ha accolto con entusiasmo all'interno della sua struttura balneare con bar, ristorante, diving center, scuola di vela e wind-surf, prati ombreggiati e amache tirate tra un ulivo e l'altro. Purtroppo sotto la superficie non era tutto rose e fiori...
Il nostro gruppo si è ritrovato al mattino pronto e attivo, con il solito codazzo di accompagnatrici, e non vi dico la soddisfazione di invadere letteralmente la banchina dei wind-surfisti con un mare di bombole di fase e di borsoni... una delizia per gli occhi!!! :-)
Un bel briefing, con l'attiva partecipazione dello staff del Barro, la sequenza degli eventi ben impressa nelle menti di tutti. Una vestizione dei profondisti curata in ogni minima regolazione, Enrico già in acqua per accompagnarli giù, Marco ed io pronti a prepararci per andare ad acchiapparli al rientro e far loro compagnia per tutta la deco.
Purtroppo il signor Murphy ha pensato bene di immergersi prima di noi, curandosi di ridurre la visibilità a zero, rendendo praticamente impossibile la lettura degli strumenti. Condizione, come potete ben immaginare, che costringe i tech-diver ad abortire le immersioni per l'impossibilità di gestire la decompressione.
Shit happens... :-\

Una volta aiutati i profondisti ad uscire, Marco ed io, con Enrico e Loris, decidiamo comunque di farci un giretto giusto per il gusto di bagnare l'attrezzatura (;-P)... risultato: Marco ed io perdiamo Enrico e Loris dopo tre minuti e una volta giunti a (quelli che abbiamo poi scoperto essere) -23 ci ritroviamo immersi nel buio più totale. Allungo la mano nella nebbia nera, cerco il mio Buddy, lo avvicino e me e, maschera contro maschera, gli faccio segno di risalire. Ne approfittiamo per ripassare un po' di procedure di emergenza, che con quella non-visibilità è un lavoro ancora più utile, e poi via, verso la parte più luminosa della nebbia che eravamo certi rappresentasse la superficie!!!

Resta la consolazione di aver fatto un buon lavoro, di aver preso ulteriore confidenza con il progetto, di aver avvicinato ancor più i membri del team. Un po' di amarezza nell'aria è rimasta, certo, ma sono piccoli incidenti di percorso che fanno parte del processo, quelle piccole asperità che consentono di scalare la montagna e che ti ricordano che

"bisogna lavorare duramente affinché le cose vengano bene."
-W. MARIANI-
;-)

Assolutamente memorabile l'abbondantissima grigliata di carne che ci ha rinfrancato corpo e spirito (aiutata sicuramente dalla birra :-P ) e un saluto speciale allo staff delle Officine Subacquee ( qui il sito delle OSM ) che, non senza un po' di faccia tosta da parte mia, mi ha regalato la loro maglietta trasformandomi in un bimbo-felice-testimonial-itinerante!!!!


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