E ci siamo... domani grandi preparativi e domenica si parte!!!!
Per la serie "when was the last time you did something for the first time?" ecco che la mia dolce metà ed io partiremo per il nostro primo viaggio con Avventure nel Mondo: due settimane nel nord della Tanzania con tenda e zaino, totalmente immersi nella natura dell'Africa Centrale, con un gruppo di persone che si preannuncia mitico... e probabilmente alla fine del giro ci godremo due o tre giorni di relax a Zanzibar, già che siamo lì mica si può perdere l'occasione di fare un paio di immersioni, no??? ;-)
Non vediamo l'ora. Sono stanco, è vero, ma ho proprio bisogno di un "Viaggio" più che di una "vacanza". Scenari mozzafiato, persone dalla cultura completamente diversa dalla nostra, cibo semplice, ritmi dettati dal sorgere e dal calare del sole, magari qualche piccola grande difficoltà da superare tutti assieme. Ma soprattutto tante tante cose da vedere e imparare, con accanto una persona davvero speciale.
Che dire... in questi casi la cosa migliore sia auto-augurarci, a noi e a tutto il nostro gruppo, un bel "GODSPEED"!!!! ;-)
venerdì 3 agosto 2012
lunedì 30 luglio 2012
Il bello della Family...
Il titolo del post doveva essere "Stairway to Haven - take three", ma non è andata. Che volete, pratichiamo uno sport che ci porta a dipendere dal mare, quindi fa parte del gioco che a volte il Mare stesso non sia del tutto disponibile.
Tutto pronto, un assolato ma ventoso lunedì mattina, il solito rilassante e fraterno spirito che aleggia sul ponte del Tressette, un bel gruppo di ben 11 Tek Diver. Attrezzatura pronta, stagne indossate e ben chiuse, addirittura Francesco ed io col bibo già indossato e ben allacciato, ma il nostro buon Mare ha voluto dire la sua e quel vento da nord che non doveva dare fastidio ci ha impedito persino di attraccare al pedagno.
Tuffo abortito. Peccato perché mi sentivo davvero pronto e rilassato. Mi ero preparato, avevo visualizzato bene l'immersione, mi sentivo a mio agio all'idea di immergermi con un nuovo buddy (il Bellini) che sa trasmettere serenità. Ero vigile e calmo, nonostante tutto facesse presagire un tuffo impegnativo viste le condizioni ambientali.
Ma quando Alessio è ricomparso sul ponte dopo i tentativi di attracco e s'è capito che saremmo rientrati in porto, la Family (per usare le parole di Fulvia) ha dato prova di maturità accettando con filosofia la decisione presa dal Capitan Paolo. Non è facile rinunciare ad un'immersione del genere, pensateci: 11 persone hanno preso ferie e permessi per liberarsi il lunedì, alcuni hanno fatto anche parecchi km, lo staff delle Cavallette ha investito nella tratta Savona-Arenzano-Savona e nell'acquisto delle vettovaglie (s'era programmato un full-day con pranzo a bordo). Quindi una scelta difficile, come tutte le scelte che coinvolgono soldi e tempo investiti con sacrificio.
Ma le condizioni erano oggettivamente avverse, soprattutto per una deco così lunga, e il gruppo molto numeroso. Ma la Family non si smentisce: il risultato è stato un piccolo boccone amaro, subito edulcorato dalla convinzione di aver fatto la cosa giusta, dalla triste costatazione che molti avrebbero rischiato comunque e dall'idea che, come sempre in questi casi, si finisce per cercare conforto sfilando le gambe dalla muta e infilandole sotto ad un tavolo.
Risultato: la President, il First-Gentleman (se sa che lo chiamo così sono morto :-D), il Bellini ed io attorno ad un tavolo con vista mare, godendoci la giornata libera, costruendo comunque qualcosa, come sempre accade quando si è a tavola con persone così competenti e preparate.
E vista la situazione, uno degli argomenti principali è stato proprio il numero un po' troppo alto di incidenti subacquei di quest'anno, di quanto il ricorrere degli stessi sia in qualche modo ciclico e della responsabilità che abbiamo noi Professional in tutto questo. Il punto che più mi ha toccato è stato proprio quello: spesso la colpa è nostra (generalizzo di proposito), perché se tutto fila liscio ecco che abbassiamo la guardia, ecco che non ripassiamo più esercizi e procedure, ecco che non siamo più preparati e non ci rendiamo conto di non saper reagire prontamente ad un problema. Ecco perché dobbiamo tenere a mente quale sia il lavoro che abbiamo scelto di fare, tenere a mente che se siamo circondati da neo-Open, da gente poco allenata o con poca esperienza, non possiamo pensare di andare a fare una passeggiata di piacere, ma dobbiamo sforzarci di tenere gli occhi aperti e la mente sempre accesa. Oltre che obbligarci ad una visualizzazione continua e ad un ripasso fisico di tutte le belle cose che abbiamo imparato negli anni.
Il bello della Family è questo. Se sei dei nostri non è mai tempo perso.
Ora posso dedicarmi al 100% alla preparazione dell'ormai imminente viaggio-avventura nel nord-ovest della Tanzania, con tanto di tenda e sacco a pelo. E intanto un pensierino va a fine ottobre, quando di Family potremo farci un'overdose!!!! :-)
Tutto pronto, un assolato ma ventoso lunedì mattina, il solito rilassante e fraterno spirito che aleggia sul ponte del Tressette, un bel gruppo di ben 11 Tek Diver. Attrezzatura pronta, stagne indossate e ben chiuse, addirittura Francesco ed io col bibo già indossato e ben allacciato, ma il nostro buon Mare ha voluto dire la sua e quel vento da nord che non doveva dare fastidio ci ha impedito persino di attraccare al pedagno.
Tuffo abortito. Peccato perché mi sentivo davvero pronto e rilassato. Mi ero preparato, avevo visualizzato bene l'immersione, mi sentivo a mio agio all'idea di immergermi con un nuovo buddy (il Bellini) che sa trasmettere serenità. Ero vigile e calmo, nonostante tutto facesse presagire un tuffo impegnativo viste le condizioni ambientali.
Ma quando Alessio è ricomparso sul ponte dopo i tentativi di attracco e s'è capito che saremmo rientrati in porto, la Family (per usare le parole di Fulvia) ha dato prova di maturità accettando con filosofia la decisione presa dal Capitan Paolo. Non è facile rinunciare ad un'immersione del genere, pensateci: 11 persone hanno preso ferie e permessi per liberarsi il lunedì, alcuni hanno fatto anche parecchi km, lo staff delle Cavallette ha investito nella tratta Savona-Arenzano-Savona e nell'acquisto delle vettovaglie (s'era programmato un full-day con pranzo a bordo). Quindi una scelta difficile, come tutte le scelte che coinvolgono soldi e tempo investiti con sacrificio.
Ma le condizioni erano oggettivamente avverse, soprattutto per una deco così lunga, e il gruppo molto numeroso. Ma la Family non si smentisce: il risultato è stato un piccolo boccone amaro, subito edulcorato dalla convinzione di aver fatto la cosa giusta, dalla triste costatazione che molti avrebbero rischiato comunque e dall'idea che, come sempre in questi casi, si finisce per cercare conforto sfilando le gambe dalla muta e infilandole sotto ad un tavolo.
Risultato: la President, il First-Gentleman (se sa che lo chiamo così sono morto :-D), il Bellini ed io attorno ad un tavolo con vista mare, godendoci la giornata libera, costruendo comunque qualcosa, come sempre accade quando si è a tavola con persone così competenti e preparate.
E vista la situazione, uno degli argomenti principali è stato proprio il numero un po' troppo alto di incidenti subacquei di quest'anno, di quanto il ricorrere degli stessi sia in qualche modo ciclico e della responsabilità che abbiamo noi Professional in tutto questo. Il punto che più mi ha toccato è stato proprio quello: spesso la colpa è nostra (generalizzo di proposito), perché se tutto fila liscio ecco che abbassiamo la guardia, ecco che non ripassiamo più esercizi e procedure, ecco che non siamo più preparati e non ci rendiamo conto di non saper reagire prontamente ad un problema. Ecco perché dobbiamo tenere a mente quale sia il lavoro che abbiamo scelto di fare, tenere a mente che se siamo circondati da neo-Open, da gente poco allenata o con poca esperienza, non possiamo pensare di andare a fare una passeggiata di piacere, ma dobbiamo sforzarci di tenere gli occhi aperti e la mente sempre accesa. Oltre che obbligarci ad una visualizzazione continua e ad un ripasso fisico di tutte le belle cose che abbiamo imparato negli anni.
Il bello della Family è questo. Se sei dei nostri non è mai tempo perso.
Ora posso dedicarmi al 100% alla preparazione dell'ormai imminente viaggio-avventura nel nord-ovest della Tanzania, con tanto di tenda e sacco a pelo. E intanto un pensierino va a fine ottobre, quando di Family potremo farci un'overdose!!!! :-)
lunedì 16 luglio 2012
When was the last time...
When was the last time you did something for the first time?
E' lo slogan della nuova cartellonistica della Eastpak, una di quelle pubblicità messe di proposito nelle stazioni della metropolitana proprio perché indirizzate al tipico pendolare di città, abitudinario ed annoiato.
Però è geniale, ti colpisce abbastanza duramente, se ti ci fermi quell'attimo in più un po' ti spaventa. "Accidenti, sarà poi così monotona la mia vita?" è quello che ti ritrovi a pensare...
Ma in fondo è bello realizzare che, anche senza dover attraversare a nuoto il Pacifico o scalare nudi il Kinabalu, in fondo le nostre vite, se lo vogliamo, sono costellate di tante piccole avventure, di tante piccole nuove esperienze.
Una giornata di tuffi tecnici, di cui uno sul KT, con la sempre più affiatata Tek-Family SNSI, un nuovo corso OWD che finisce con uno splendido week-end a Nizza ospiti a casa dei deliziosi Fratelli Rossi, un nuovo giro di giostra al poligono di tiro di Novi, questa volta accompagnato dalla mia dolce metà. Sono solo gli ultimi esempi di esperienze indimenticabili, uniche nel loro genere, ognuna di esse a modo suo nuova.
E poi ci hanno investiti come un treno i preparativi per la nostra avventura in Tanzania: due settimane nei grandi parchi con zaino, tenda e scarponi da trekking, due settimane a totale contatto con la natura con un gruppo di persone che, già ai primi contatti su fb, si sta rivelando strepitoso...
Una bellissima canzone di Natalie Imbruglia chiede nel ritornello:
Did you ever feel sunlight on your face?
Did you ever taste clouds?
Did you ever touch space?
Did you ever truly live?
p.s. che poi se riesci a mantenere costante questa filosofia di vita, il buonumore ti rimane anche in giornate di merda come questa, perché in fondo mille rotture di palle non potranno mai cancellare anche solo un momento di vera felicità!!!
:-)
E' lo slogan della nuova cartellonistica della Eastpak, una di quelle pubblicità messe di proposito nelle stazioni della metropolitana proprio perché indirizzate al tipico pendolare di città, abitudinario ed annoiato.
Però è geniale, ti colpisce abbastanza duramente, se ti ci fermi quell'attimo in più un po' ti spaventa. "Accidenti, sarà poi così monotona la mia vita?" è quello che ti ritrovi a pensare...
Ma in fondo è bello realizzare che, anche senza dover attraversare a nuoto il Pacifico o scalare nudi il Kinabalu, in fondo le nostre vite, se lo vogliamo, sono costellate di tante piccole avventure, di tante piccole nuove esperienze.
Una giornata di tuffi tecnici, di cui uno sul KT, con la sempre più affiatata Tek-Family SNSI, un nuovo corso OWD che finisce con uno splendido week-end a Nizza ospiti a casa dei deliziosi Fratelli Rossi, un nuovo giro di giostra al poligono di tiro di Novi, questa volta accompagnato dalla mia dolce metà. Sono solo gli ultimi esempi di esperienze indimenticabili, uniche nel loro genere, ognuna di esse a modo suo nuova.
E poi ci hanno investiti come un treno i preparativi per la nostra avventura in Tanzania: due settimane nei grandi parchi con zaino, tenda e scarponi da trekking, due settimane a totale contatto con la natura con un gruppo di persone che, già ai primi contatti su fb, si sta rivelando strepitoso...
Una bellissima canzone di Natalie Imbruglia chiede nel ritornello:
Did you ever feel sunlight on your face?
Did you ever taste clouds?
Did you ever touch space?
Did you ever truly live?
Did you ever feel
Sunlight on your face? Did you ever taste clouds? Did you ever touch
space? Did you ever feel Sunlight on your face? Did you ever truly live?
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
Did you ever feel
Sunlight on your face? Did you ever taste clouds? Did you ever touch
space? Did you ever feel Sunlight on your face? Did you ever truly live?
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
Beh, la risposta è "tutti i giorni". Ne ho sprecati tanti nell'oscurità, perciò ora cerco di vivere davvero ogni singolo giorno...Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
p.s. che poi se riesci a mantenere costante questa filosofia di vita, il buonumore ti rimane anche in giornate di merda come questa, perché in fondo mille rotture di palle non potranno mai cancellare anche solo un momento di vera felicità!!!
:-)
lunedì 25 giugno 2012
I love that smell in the morning...
Che emozione... chissà da dove nasce il fascino delle armi, ma chi ne è colpito, come il sottoscritto, non può negare il fatto che impugnare una spada, una mazza, un'ascia, una Glock, un LCR Smith&Wesson oppure un cazzutissimo Calibro 12 dia una certa soddisfazione.
Si può essere tacciati come guerrafondai, esaltati, buffoni, nazi-fascisti, violenti, insensibili o semplicemente subire semplicistici richiami a falliche interpretazioni freudiane... ma non andiamo a cercare minchiate dove non ci sono.
Se le armi in qualche modo vi attirano, imparare ad usarle bene è un'attività impegnativa, un percorso di allenamento e apprendimento che coinvolge mente e corpo, che insegna a combinae concentrazione, respiro, posizioni del corpo e che in fondo non fa male a nessuno. Sono create per offendere altre persone, vero, ed è addirittura più facile farsi male da soli, perciò ancora di più bisogna sapere maneggiarle con cura e perizia.
In fondo, andando a vedere concetti di base, filosofie e l'attività mentale e fisica necessaria, anche l'uso CORRETTO e COMPLETO di una spada medievale o di una pistola altro non sono che forme di arte marziale.
Ma soprattutto ragazzi... è dannatamente divertente!!!! =-)
E poi l'odore... se siete subacquei sapete bene quanto sia appagante il profumo di neoprene quando si entra in un negozio o quando si indossa una muta: sa proprio di "Subacquea".
Beh, anche quello della polvere da sparo bruciata mescolato al metallo e al ballistol non scherza... :-P
Si può essere tacciati come guerrafondai, esaltati, buffoni, nazi-fascisti, violenti, insensibili o semplicemente subire semplicistici richiami a falliche interpretazioni freudiane... ma non andiamo a cercare minchiate dove non ci sono.
Se le armi in qualche modo vi attirano, imparare ad usarle bene è un'attività impegnativa, un percorso di allenamento e apprendimento che coinvolge mente e corpo, che insegna a combinae concentrazione, respiro, posizioni del corpo e che in fondo non fa male a nessuno. Sono create per offendere altre persone, vero, ed è addirittura più facile farsi male da soli, perciò ancora di più bisogna sapere maneggiarle con cura e perizia.
In fondo, andando a vedere concetti di base, filosofie e l'attività mentale e fisica necessaria, anche l'uso CORRETTO e COMPLETO di una spada medievale o di una pistola altro non sono che forme di arte marziale.
Ma soprattutto ragazzi... è dannatamente divertente!!!! =-)
E poi l'odore... se siete subacquei sapete bene quanto sia appagante il profumo di neoprene quando si entra in un negozio o quando si indossa una muta: sa proprio di "Subacquea".
Beh, anche quello della polvere da sparo bruciata mescolato al metallo e al ballistol non scherza... :-P
martedì 5 giugno 2012
Il Paguro Bernardo...
Che bello... dopo 3 giorni ho ancora la testa tra le nuvole...
Perché giornate come quella di sabato scaldano il cuore e ti fanno capire quanto è bello questo sport, quanto è bello stare con belle persone. E il neo-gruppo dei draghetti marini ha affrontato vento, correnti e mare mosso pur di godersi un altro paio di tuffi in compagnia. Qualche intoppo c'è stato, ma in fondo tutti hanno affrontato la giornata con un bel sorriso sulle labbra, anche chi (per stavolta) ha lasciato vincere il mal di mare. Il mare certe cose le sente e infatti ci ha ringraziato con una visibilità buona, con la solita pioggia di anguilliformi (quattro murene tutte assieme!!!) e di scorfani (uno dei quali particolarmente innamorato di me), ma in più con le gradite sorprese di tre polpi e di un inaspettato enorme Paguro Bernardo super-accessoriato: ben tre anemoni cicciosi sulla conchiglia!!! Ovviamente non ci siamo potuti esimere dal pedinarlo ad oltranza, mentre lui probabilmente ci mandava a quel paese augurandoci ogni male. :-P
E che soddisfazione vedere i miei draghetti crescere e la mia buddy non fare una piega nonostante il mare così cattivo... Brava amoreeee!!!! =-)
Ora si attende con ansia la prossima uscita... ;-)
p.s. mi sono scoperto grande lettore di etichette dell'acqua... X-DDD
venerdì 4 novembre 2011
Animal Kingdom...
Uno dei tanti piccoli "amarcord" che posterò sul mio ultimo indimenticabile Viaggio...Notare che il titolo del post è lo stesso di un film aussie del 2010... ;-)
Perché è difficile immaginare che esista un Paese "occidentale" in cui la convivenza a stretto contatto con la fauna è così radicata nella cultura di tutti. Scoprire giorno dopo giorno che si possono rispettare gli animali senza essere per forza animalisti. Che non bisogna difenderli per partito preso, ma accettare che la terra su cui si cammina è sia nostra che loro. Che rispetto significa mettere insieme il proteggerne alcuni, mangiarne altri, accettare i rischi derivanti dal convivere con quelli più pericolosi.
Non serve una vita intera, basta lasciarsi andare tenendo a mente che si hanno davanti delle creature con le loro regole di vita ed ecco...
...puoi dare da mangiare ad un dolcissimo Quokka dopo mezz'ora di trattative per convincerlo a fidarsi di te...
...puoi trovarti ad evitare canguri e cervi che ti tagliano la strada...
...puoi fermarti ad ammirare un prato popolato da decine e decine di wallabies che ti guardano con un'aria più incuriosita della tua...
...puoi incontrare un echidna passeggiando attorno al cratere di un antico vulcano...
...puoi trascorrere una piacevole serata in compagnia di una famigliola di Opossum, fino a quando ti fanno persino avvicinare al loro cucciolo...
...puoi passare quasi quattro ore a fissare buffi pinguini nani che al tramonto tornano dalla battuta di pesca...
...puoi passare la giornata con naso all'insù per individuare i koala appallottolati tra i rami di eucalipto, e alla prima occasione provare l'emozione di abbracciarne uno...
...puoi sgranare gli occhi di fronte ad un coccodrillo di due metri che salta fuori dall'acqua ed un altro di 5 che ti osserva placido dalla riva fangosa...
...puoi passeggiare attorno ad un grazioso billabong, tenendoti però a tre o quattro metri dal'acqua per il ricordo dei due sopra citati... °_°'
...puoi immergerti dell'Oceano del Queensland in piena notte e trovarti letteralmente circondato da squali pinna bianca, che sbucano all'improvviso da tutte le parti solo perché incuriositi dalla luce della tua torcia...
...puoi fermarti ad osservare da vicino una tartaruga marina che consuma il suo pranzo, senza che la tua presenza sia per lei un motivo degno di distrazione...
...e puoi stare un quarto d'ora abbondante a fissare un Leafy SeaDragon che ciondola pigro su e giù cercando il più possibile di farti credere di essere un vero ramoscello...
...etc etc...
;-)
Perché è difficile immaginare che esista un Paese "occidentale" in cui la convivenza a stretto contatto con la fauna è così radicata nella cultura di tutti. Scoprire giorno dopo giorno che si possono rispettare gli animali senza essere per forza animalisti. Che non bisogna difenderli per partito preso, ma accettare che la terra su cui si cammina è sia nostra che loro. Che rispetto significa mettere insieme il proteggerne alcuni, mangiarne altri, accettare i rischi derivanti dal convivere con quelli più pericolosi.
Non serve una vita intera, basta lasciarsi andare tenendo a mente che si hanno davanti delle creature con le loro regole di vita ed ecco...
...puoi dare da mangiare ad un dolcissimo Quokka dopo mezz'ora di trattative per convincerlo a fidarsi di te...
...puoi trovarti ad evitare canguri e cervi che ti tagliano la strada...
...puoi fermarti ad ammirare un prato popolato da decine e decine di wallabies che ti guardano con un'aria più incuriosita della tua...
...puoi incontrare un echidna passeggiando attorno al cratere di un antico vulcano...
...puoi trascorrere una piacevole serata in compagnia di una famigliola di Opossum, fino a quando ti fanno persino avvicinare al loro cucciolo...
...puoi passare quasi quattro ore a fissare buffi pinguini nani che al tramonto tornano dalla battuta di pesca...
...puoi passare la giornata con naso all'insù per individuare i koala appallottolati tra i rami di eucalipto, e alla prima occasione provare l'emozione di abbracciarne uno...
...puoi sgranare gli occhi di fronte ad un coccodrillo di due metri che salta fuori dall'acqua ed un altro di 5 che ti osserva placido dalla riva fangosa...
...puoi passeggiare attorno ad un grazioso billabong, tenendoti però a tre o quattro metri dal'acqua per il ricordo dei due sopra citati... °_°'
...puoi immergerti dell'Oceano del Queensland in piena notte e trovarti letteralmente circondato da squali pinna bianca, che sbucano all'improvviso da tutte le parti solo perché incuriositi dalla luce della tua torcia...
...puoi fermarti ad osservare da vicino una tartaruga marina che consuma il suo pranzo, senza che la tua presenza sia per lei un motivo degno di distrazione...
...e puoi stare un quarto d'ora abbondante a fissare un Leafy SeaDragon che ciondola pigro su e giù cercando il più possibile di farti credere di essere un vero ramoscello...
...etc etc...
;-)
giovedì 13 ottobre 2011
My best friend's wedding...

Ci sono momenti tanto intensi da non poter quasi essere commentati.
Ritrovarsi con gli amici, quelli di una volta, quelli di sempre, dopo tanti anni.
Provare un senso di pace sapendo che ognuno di noi ha accanto la persona giusta, che sa renderlo felice.
Sapere di volersi bene, di amarsi come fratelli, senza che mai nessuno in realtà l'abbia detto esplicitamente.
Abbracciarsi perché non ci si vede da una vita e poi mettersi a chiacchierare come se non ci si fosse mai persi di vista.
Scorgere la nostra felicità riflessa negli occhi di Stefania, Salomè e Veronica, le nostre compagne di vita che nonostante non ci abbiano conosciuto "prima", sembrano capire al volo quanto forte sia il legame che unisce noi tre.
Perché anche se siamo sparsi per mezza Italia, siamo amici. E questo dice tutto.

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