Perché non ritagliarmi uno spazietto dove buttare giù pensieri e opinioni sparse su un'altra delle mie passioni??? ;-)
UltimaFilaCentrali
Un po' alla volta lo riempirò, via...
giovedì 11 ottobre 2012
giovedì 27 settembre 2012
The Shark Pack
...che anche se c'è brutto tempo, anche se il mare è mosso e il cielo grigio, un gruppo affiatato trasforma ogni giornata in una bella giornata... lo Shark Pack è della Seadragon è garanzia di qualità, divertimento, successo... e che bello riunirsi davanti ad un bel piatto di pasta e una bella frittura di pesce... :-P
Grazie a voi ho trovato una spinta fortissima per mandare avanti il progetto Seadragon, che tra alti e bassi sta finalmente decollando in maniera ufficiale.
Ma soprattutto... ci pensate che tra poco ce ne andiamo a Sharm??? =-)
Chiudo con l'ormai famoso parto della giornata di sabato, nonché mio primo esperimento con un editor di filmati...
Sub-Normal Activity
Grazie a voi ho trovato una spinta fortissima per mandare avanti il progetto Seadragon, che tra alti e bassi sta finalmente decollando in maniera ufficiale.
Ma soprattutto... ci pensate che tra poco ce ne andiamo a Sharm??? =-)
Chiudo con l'ormai famoso parto della giornata di sabato, nonché mio primo esperimento con un editor di filmati...
Sub-Normal Activity
giovedì 6 settembre 2012
So live your life...
Che dire... non necessita di commenti. L'ultima strofa poi è la mia preferita... =-)
"So live your life that the fear of death can never enter your heart. Trouble no one about their religion; respect others in their view, and demand that they respect yours. Love your life, perfect your life, beautify all things in your life. Seek to make your life long and its purpose in the service of your people. Prepare a noble death song for the day when you go over the great divide.
Always give a word or a sign of salute when meeting or passing a friend, even a stranger, when in a lonely place. Show respect to all people and grovel to none.
When you arise in the morning give thanks for the food and for the joy of living. If you see no reason for giving thanks, the fault lies only in yourself. Abuse no one and no thing, for abuse turns the wise ones to fools and robs the spirit of its vision.
When it comes your time to die, be not like those whose hearts are filled with the fear of death, so that when their time comes they weep and pray for a little more time to live their lives over again in a different way. Sing your death song and die like a hero going home."
Poema di Tecumseh (1768 – 1813), capo della tribù degli Shawnee e uno dei più grandi statisti nella storia dei Nativi Americani.
lunedì 3 settembre 2012
Tanzania yetu... Hakuna matata!!!!
Ed eccoci tutti tornati nelle rispettive routine quotidiane. Finisce un viaggio e ne comincia uno nuovo, no???
E come mi piace ripetere sempre, questo ritorno a casa è stato in realtà una nuova partenza. Tutti quelli che mi chiedono "Com'è andata?" ricevono in cambio un paio di occhi scintillanti di entusiasmo, occhi che hanno ancora impressi sulla retina i colori dell'Africa, il rosso della terra, il giallo della savana, il blu delle acque, il nero delle notti passate lontano da fonti di luce artificiale.
Già perché sarò ripetitivo, ma adoro richiamare alla mente le innumerevoli immagini di questo splendido viaggio, rivivere in ordine del tutto casuale tutte quelle esperienze che ti cambiano la vita per il semplice fatto di averle realmente percepite con tutti e cinque i sensi. Questo cercavamo e tutto questo abbiamo trovato, perché la voglia di vivere con tutti noi stessi questa esperienza era l'unica aspettativa: niente programmi, niente illusioni, solo il semplice desiderio di sentire sulla nostra pelle tutto ciò che questo Viaggio ci avrebbe offerto.
Ed eccomi ad osservare il cielo stellato dell'altro emisfero ritrovando la nostra amata Croce del Sud, rivivo l'emozione degli sguardi e i ritmi delle persone di quella parte del mondo, perdo il senso delle distanze nelle sconfinate pianure africane, vengo osservato con curiosità da forme animali che sei abituato a vedere solo nei documentari e che mai ti aspetteresti di poter avvicinare così tanto, vengo svegliato dal ruggito del leone, provo l'emozione di dormire in tenda nel mezzo della savana, respiro a pieni polmoni l'odore secco del pesce affumicato sulle bancarelle dei mercati, ricevo occhiate curiose, abbracci e ilarità da bambini che in fondo nella loro semplicità trovano tutto quello di cui hanno bisogno, assaggio carne di scimmia dalle mani di chi l'ha appena cacciata, mi sento sereno e in pace quando esco dal caldo abbraccio dela mia compagna e, aprendo la zip della tenda, mi trovo avvolto dalle albe più belle che abbia mai visto.
E proprio la mia Stefania è stata una delle scoperte più emozionanti di questo viaggio. La sua prima esperienza nel Terzo Mondo, il suo primo approccio con un modo di viaggiare semplice ma al tempo stesso totalmente immersivo. Si è adattata benissimo, ha affrontato i disagi che una vacanza di questo tipo comporta senza mai lamentarsi, perché ha subito compreso quanto facendo così si possa entrare in contatto col Paese che si visita. Una vera Viaggiatrice, non una turista.
Insomma... che mai direbbe che la mia splendida ragazza non si fa problemi ad immergersi di notte circondata dagli squali, a dormire in tenda nel mezzo della Savana, ad affrontare il mare grosso o lunghissime interminabili traversate in aereo, a sopportare il troppo freddo, il troppo caldo, i troppi insetti o altri animali fastidiosi proprio perché ne vale la pena, perché fa parte del gioco, perché i luoghi vanno vissuti, non visitati.
Posso essere più fortunato??? =-)
E un abbraccio finale al gruppo Ciappi, perché alla fine eravamo un gran bel gruppo, perché quando ci siamo salutati a Doha e a Malpensa eravamo tutti davvero dispiaciuti che fosse finita, perché abbiamo sdrammatizzato i momenti più duri, trasformando così anche quelli in bei ricordi. Grazie a tutti!!!! :-)
E ora... beh, la cosa migliore da fare finito un Viaggio è... pensare al prossimo!!! Intanto si avvicina la Family SNSI di Sharm (e dici poco!) e per l'anno prossimo??? Bah, manca troppo tempo, qundi ci sono davvero TROPPE opzioni... Godiamoci questi momenti e poi si vedrà! ;-)
E come mi piace ripetere sempre, questo ritorno a casa è stato in realtà una nuova partenza. Tutti quelli che mi chiedono "Com'è andata?" ricevono in cambio un paio di occhi scintillanti di entusiasmo, occhi che hanno ancora impressi sulla retina i colori dell'Africa, il rosso della terra, il giallo della savana, il blu delle acque, il nero delle notti passate lontano da fonti di luce artificiale.
Già perché sarò ripetitivo, ma adoro richiamare alla mente le innumerevoli immagini di questo splendido viaggio, rivivere in ordine del tutto casuale tutte quelle esperienze che ti cambiano la vita per il semplice fatto di averle realmente percepite con tutti e cinque i sensi. Questo cercavamo e tutto questo abbiamo trovato, perché la voglia di vivere con tutti noi stessi questa esperienza era l'unica aspettativa: niente programmi, niente illusioni, solo il semplice desiderio di sentire sulla nostra pelle tutto ciò che questo Viaggio ci avrebbe offerto.
Ed eccomi ad osservare il cielo stellato dell'altro emisfero ritrovando la nostra amata Croce del Sud, rivivo l'emozione degli sguardi e i ritmi delle persone di quella parte del mondo, perdo il senso delle distanze nelle sconfinate pianure africane, vengo osservato con curiosità da forme animali che sei abituato a vedere solo nei documentari e che mai ti aspetteresti di poter avvicinare così tanto, vengo svegliato dal ruggito del leone, provo l'emozione di dormire in tenda nel mezzo della savana, respiro a pieni polmoni l'odore secco del pesce affumicato sulle bancarelle dei mercati, ricevo occhiate curiose, abbracci e ilarità da bambini che in fondo nella loro semplicità trovano tutto quello di cui hanno bisogno, assaggio carne di scimmia dalle mani di chi l'ha appena cacciata, mi sento sereno e in pace quando esco dal caldo abbraccio dela mia compagna e, aprendo la zip della tenda, mi trovo avvolto dalle albe più belle che abbia mai visto.
E proprio la mia Stefania è stata una delle scoperte più emozionanti di questo viaggio. La sua prima esperienza nel Terzo Mondo, il suo primo approccio con un modo di viaggiare semplice ma al tempo stesso totalmente immersivo. Si è adattata benissimo, ha affrontato i disagi che una vacanza di questo tipo comporta senza mai lamentarsi, perché ha subito compreso quanto facendo così si possa entrare in contatto col Paese che si visita. Una vera Viaggiatrice, non una turista.
Insomma... che mai direbbe che la mia splendida ragazza non si fa problemi ad immergersi di notte circondata dagli squali, a dormire in tenda nel mezzo della Savana, ad affrontare il mare grosso o lunghissime interminabili traversate in aereo, a sopportare il troppo freddo, il troppo caldo, i troppi insetti o altri animali fastidiosi proprio perché ne vale la pena, perché fa parte del gioco, perché i luoghi vanno vissuti, non visitati.
Posso essere più fortunato??? =-)
E un abbraccio finale al gruppo Ciappi, perché alla fine eravamo un gran bel gruppo, perché quando ci siamo salutati a Doha e a Malpensa eravamo tutti davvero dispiaciuti che fosse finita, perché abbiamo sdrammatizzato i momenti più duri, trasformando così anche quelli in bei ricordi. Grazie a tutti!!!! :-)
E ora... beh, la cosa migliore da fare finito un Viaggio è... pensare al prossimo!!! Intanto si avvicina la Family SNSI di Sharm (e dici poco!) e per l'anno prossimo??? Bah, manca troppo tempo, qundi ci sono davvero TROPPE opzioni... Godiamoci questi momenti e poi si vedrà! ;-)
venerdì 3 agosto 2012
AnM...
E ci siamo... domani grandi preparativi e domenica si parte!!!!
Per la serie "when was the last time you did something for the first time?" ecco che la mia dolce metà ed io partiremo per il nostro primo viaggio con Avventure nel Mondo: due settimane nel nord della Tanzania con tenda e zaino, totalmente immersi nella natura dell'Africa Centrale, con un gruppo di persone che si preannuncia mitico... e probabilmente alla fine del giro ci godremo due o tre giorni di relax a Zanzibar, già che siamo lì mica si può perdere l'occasione di fare un paio di immersioni, no??? ;-)
Non vediamo l'ora. Sono stanco, è vero, ma ho proprio bisogno di un "Viaggio" più che di una "vacanza". Scenari mozzafiato, persone dalla cultura completamente diversa dalla nostra, cibo semplice, ritmi dettati dal sorgere e dal calare del sole, magari qualche piccola grande difficoltà da superare tutti assieme. Ma soprattutto tante tante cose da vedere e imparare, con accanto una persona davvero speciale.
Che dire... in questi casi la cosa migliore sia auto-augurarci, a noi e a tutto il nostro gruppo, un bel "GODSPEED"!!!! ;-)
Per la serie "when was the last time you did something for the first time?" ecco che la mia dolce metà ed io partiremo per il nostro primo viaggio con Avventure nel Mondo: due settimane nel nord della Tanzania con tenda e zaino, totalmente immersi nella natura dell'Africa Centrale, con un gruppo di persone che si preannuncia mitico... e probabilmente alla fine del giro ci godremo due o tre giorni di relax a Zanzibar, già che siamo lì mica si può perdere l'occasione di fare un paio di immersioni, no??? ;-)
Non vediamo l'ora. Sono stanco, è vero, ma ho proprio bisogno di un "Viaggio" più che di una "vacanza". Scenari mozzafiato, persone dalla cultura completamente diversa dalla nostra, cibo semplice, ritmi dettati dal sorgere e dal calare del sole, magari qualche piccola grande difficoltà da superare tutti assieme. Ma soprattutto tante tante cose da vedere e imparare, con accanto una persona davvero speciale.
Che dire... in questi casi la cosa migliore sia auto-augurarci, a noi e a tutto il nostro gruppo, un bel "GODSPEED"!!!! ;-)
lunedì 30 luglio 2012
Il bello della Family...
Il titolo del post doveva essere "Stairway to Haven - take three", ma non è andata. Che volete, pratichiamo uno sport che ci porta a dipendere dal mare, quindi fa parte del gioco che a volte il Mare stesso non sia del tutto disponibile.
Tutto pronto, un assolato ma ventoso lunedì mattina, il solito rilassante e fraterno spirito che aleggia sul ponte del Tressette, un bel gruppo di ben 11 Tek Diver. Attrezzatura pronta, stagne indossate e ben chiuse, addirittura Francesco ed io col bibo già indossato e ben allacciato, ma il nostro buon Mare ha voluto dire la sua e quel vento da nord che non doveva dare fastidio ci ha impedito persino di attraccare al pedagno.
Tuffo abortito. Peccato perché mi sentivo davvero pronto e rilassato. Mi ero preparato, avevo visualizzato bene l'immersione, mi sentivo a mio agio all'idea di immergermi con un nuovo buddy (il Bellini) che sa trasmettere serenità. Ero vigile e calmo, nonostante tutto facesse presagire un tuffo impegnativo viste le condizioni ambientali.
Ma quando Alessio è ricomparso sul ponte dopo i tentativi di attracco e s'è capito che saremmo rientrati in porto, la Family (per usare le parole di Fulvia) ha dato prova di maturità accettando con filosofia la decisione presa dal Capitan Paolo. Non è facile rinunciare ad un'immersione del genere, pensateci: 11 persone hanno preso ferie e permessi per liberarsi il lunedì, alcuni hanno fatto anche parecchi km, lo staff delle Cavallette ha investito nella tratta Savona-Arenzano-Savona e nell'acquisto delle vettovaglie (s'era programmato un full-day con pranzo a bordo). Quindi una scelta difficile, come tutte le scelte che coinvolgono soldi e tempo investiti con sacrificio.
Ma le condizioni erano oggettivamente avverse, soprattutto per una deco così lunga, e il gruppo molto numeroso. Ma la Family non si smentisce: il risultato è stato un piccolo boccone amaro, subito edulcorato dalla convinzione di aver fatto la cosa giusta, dalla triste costatazione che molti avrebbero rischiato comunque e dall'idea che, come sempre in questi casi, si finisce per cercare conforto sfilando le gambe dalla muta e infilandole sotto ad un tavolo.
Risultato: la President, il First-Gentleman (se sa che lo chiamo così sono morto :-D), il Bellini ed io attorno ad un tavolo con vista mare, godendoci la giornata libera, costruendo comunque qualcosa, come sempre accade quando si è a tavola con persone così competenti e preparate.
E vista la situazione, uno degli argomenti principali è stato proprio il numero un po' troppo alto di incidenti subacquei di quest'anno, di quanto il ricorrere degli stessi sia in qualche modo ciclico e della responsabilità che abbiamo noi Professional in tutto questo. Il punto che più mi ha toccato è stato proprio quello: spesso la colpa è nostra (generalizzo di proposito), perché se tutto fila liscio ecco che abbassiamo la guardia, ecco che non ripassiamo più esercizi e procedure, ecco che non siamo più preparati e non ci rendiamo conto di non saper reagire prontamente ad un problema. Ecco perché dobbiamo tenere a mente quale sia il lavoro che abbiamo scelto di fare, tenere a mente che se siamo circondati da neo-Open, da gente poco allenata o con poca esperienza, non possiamo pensare di andare a fare una passeggiata di piacere, ma dobbiamo sforzarci di tenere gli occhi aperti e la mente sempre accesa. Oltre che obbligarci ad una visualizzazione continua e ad un ripasso fisico di tutte le belle cose che abbiamo imparato negli anni.
Il bello della Family è questo. Se sei dei nostri non è mai tempo perso.
Ora posso dedicarmi al 100% alla preparazione dell'ormai imminente viaggio-avventura nel nord-ovest della Tanzania, con tanto di tenda e sacco a pelo. E intanto un pensierino va a fine ottobre, quando di Family potremo farci un'overdose!!!! :-)
Tutto pronto, un assolato ma ventoso lunedì mattina, il solito rilassante e fraterno spirito che aleggia sul ponte del Tressette, un bel gruppo di ben 11 Tek Diver. Attrezzatura pronta, stagne indossate e ben chiuse, addirittura Francesco ed io col bibo già indossato e ben allacciato, ma il nostro buon Mare ha voluto dire la sua e quel vento da nord che non doveva dare fastidio ci ha impedito persino di attraccare al pedagno.
Tuffo abortito. Peccato perché mi sentivo davvero pronto e rilassato. Mi ero preparato, avevo visualizzato bene l'immersione, mi sentivo a mio agio all'idea di immergermi con un nuovo buddy (il Bellini) che sa trasmettere serenità. Ero vigile e calmo, nonostante tutto facesse presagire un tuffo impegnativo viste le condizioni ambientali.
Ma quando Alessio è ricomparso sul ponte dopo i tentativi di attracco e s'è capito che saremmo rientrati in porto, la Family (per usare le parole di Fulvia) ha dato prova di maturità accettando con filosofia la decisione presa dal Capitan Paolo. Non è facile rinunciare ad un'immersione del genere, pensateci: 11 persone hanno preso ferie e permessi per liberarsi il lunedì, alcuni hanno fatto anche parecchi km, lo staff delle Cavallette ha investito nella tratta Savona-Arenzano-Savona e nell'acquisto delle vettovaglie (s'era programmato un full-day con pranzo a bordo). Quindi una scelta difficile, come tutte le scelte che coinvolgono soldi e tempo investiti con sacrificio.
Ma le condizioni erano oggettivamente avverse, soprattutto per una deco così lunga, e il gruppo molto numeroso. Ma la Family non si smentisce: il risultato è stato un piccolo boccone amaro, subito edulcorato dalla convinzione di aver fatto la cosa giusta, dalla triste costatazione che molti avrebbero rischiato comunque e dall'idea che, come sempre in questi casi, si finisce per cercare conforto sfilando le gambe dalla muta e infilandole sotto ad un tavolo.
Risultato: la President, il First-Gentleman (se sa che lo chiamo così sono morto :-D), il Bellini ed io attorno ad un tavolo con vista mare, godendoci la giornata libera, costruendo comunque qualcosa, come sempre accade quando si è a tavola con persone così competenti e preparate.
E vista la situazione, uno degli argomenti principali è stato proprio il numero un po' troppo alto di incidenti subacquei di quest'anno, di quanto il ricorrere degli stessi sia in qualche modo ciclico e della responsabilità che abbiamo noi Professional in tutto questo. Il punto che più mi ha toccato è stato proprio quello: spesso la colpa è nostra (generalizzo di proposito), perché se tutto fila liscio ecco che abbassiamo la guardia, ecco che non ripassiamo più esercizi e procedure, ecco che non siamo più preparati e non ci rendiamo conto di non saper reagire prontamente ad un problema. Ecco perché dobbiamo tenere a mente quale sia il lavoro che abbiamo scelto di fare, tenere a mente che se siamo circondati da neo-Open, da gente poco allenata o con poca esperienza, non possiamo pensare di andare a fare una passeggiata di piacere, ma dobbiamo sforzarci di tenere gli occhi aperti e la mente sempre accesa. Oltre che obbligarci ad una visualizzazione continua e ad un ripasso fisico di tutte le belle cose che abbiamo imparato negli anni.
Il bello della Family è questo. Se sei dei nostri non è mai tempo perso.
Ora posso dedicarmi al 100% alla preparazione dell'ormai imminente viaggio-avventura nel nord-ovest della Tanzania, con tanto di tenda e sacco a pelo. E intanto un pensierino va a fine ottobre, quando di Family potremo farci un'overdose!!!! :-)
lunedì 16 luglio 2012
When was the last time...
When was the last time you did something for the first time?
E' lo slogan della nuova cartellonistica della Eastpak, una di quelle pubblicità messe di proposito nelle stazioni della metropolitana proprio perché indirizzate al tipico pendolare di città, abitudinario ed annoiato.
Però è geniale, ti colpisce abbastanza duramente, se ti ci fermi quell'attimo in più un po' ti spaventa. "Accidenti, sarà poi così monotona la mia vita?" è quello che ti ritrovi a pensare...
Ma in fondo è bello realizzare che, anche senza dover attraversare a nuoto il Pacifico o scalare nudi il Kinabalu, in fondo le nostre vite, se lo vogliamo, sono costellate di tante piccole avventure, di tante piccole nuove esperienze.
Una giornata di tuffi tecnici, di cui uno sul KT, con la sempre più affiatata Tek-Family SNSI, un nuovo corso OWD che finisce con uno splendido week-end a Nizza ospiti a casa dei deliziosi Fratelli Rossi, un nuovo giro di giostra al poligono di tiro di Novi, questa volta accompagnato dalla mia dolce metà. Sono solo gli ultimi esempi di esperienze indimenticabili, uniche nel loro genere, ognuna di esse a modo suo nuova.
E poi ci hanno investiti come un treno i preparativi per la nostra avventura in Tanzania: due settimane nei grandi parchi con zaino, tenda e scarponi da trekking, due settimane a totale contatto con la natura con un gruppo di persone che, già ai primi contatti su fb, si sta rivelando strepitoso...
Una bellissima canzone di Natalie Imbruglia chiede nel ritornello:
Did you ever feel sunlight on your face?
Did you ever taste clouds?
Did you ever touch space?
Did you ever truly live?
p.s. che poi se riesci a mantenere costante questa filosofia di vita, il buonumore ti rimane anche in giornate di merda come questa, perché in fondo mille rotture di palle non potranno mai cancellare anche solo un momento di vera felicità!!!
:-)
E' lo slogan della nuova cartellonistica della Eastpak, una di quelle pubblicità messe di proposito nelle stazioni della metropolitana proprio perché indirizzate al tipico pendolare di città, abitudinario ed annoiato.
Però è geniale, ti colpisce abbastanza duramente, se ti ci fermi quell'attimo in più un po' ti spaventa. "Accidenti, sarà poi così monotona la mia vita?" è quello che ti ritrovi a pensare...
Ma in fondo è bello realizzare che, anche senza dover attraversare a nuoto il Pacifico o scalare nudi il Kinabalu, in fondo le nostre vite, se lo vogliamo, sono costellate di tante piccole avventure, di tante piccole nuove esperienze.
Una giornata di tuffi tecnici, di cui uno sul KT, con la sempre più affiatata Tek-Family SNSI, un nuovo corso OWD che finisce con uno splendido week-end a Nizza ospiti a casa dei deliziosi Fratelli Rossi, un nuovo giro di giostra al poligono di tiro di Novi, questa volta accompagnato dalla mia dolce metà. Sono solo gli ultimi esempi di esperienze indimenticabili, uniche nel loro genere, ognuna di esse a modo suo nuova.
E poi ci hanno investiti come un treno i preparativi per la nostra avventura in Tanzania: due settimane nei grandi parchi con zaino, tenda e scarponi da trekking, due settimane a totale contatto con la natura con un gruppo di persone che, già ai primi contatti su fb, si sta rivelando strepitoso...
Una bellissima canzone di Natalie Imbruglia chiede nel ritornello:
Did you ever feel sunlight on your face?
Did you ever taste clouds?
Did you ever touch space?
Did you ever truly live?
Did you ever feel
Sunlight on your face? Did you ever taste clouds? Did you ever touch
space? Did you ever feel Sunlight on your face? Did you ever truly live?
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
Did you ever feel
Sunlight on your face? Did you ever taste clouds? Did you ever touch
space? Did you ever feel Sunlight on your face? Did you ever truly live?
Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
Beh, la risposta è "tutti i giorni". Ne ho sprecati tanti nell'oscurità, perciò ora cerco di vivere davvero ogni singolo giorno...Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/natalie-imbruglia/testo-sunlight-traduzione-italiano.html
p.s. che poi se riesci a mantenere costante questa filosofia di vita, il buonumore ti rimane anche in giornate di merda come questa, perché in fondo mille rotture di palle non potranno mai cancellare anche solo un momento di vera felicità!!!
:-)
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