mercoledì 10 luglio 2013
Cloudy Sunset Approachin'...
Then I was inspired
Now I'm sad and tired
After all I've tried for three years, seems like thirty
Why then am I scared to finish what I started
What you started
What we started
...
lunedì 3 giugno 2013
Emptiness...
And so it ends. With a bunch of keys on the floor, thrown throught a barely open window.
With a closet emptying out week by week. A closet that now looks too wide.
Did you expect something like this? 'Cause I don't. It's still hard to believe.
And like that closet I feel empty, feel like I don't have enough stuff to fill that space.
But, you know, a big hole in the soul leave you empty, but also lighter.
Time'll take care of me, won't it?
By now I just have to hold fast, like a lonely sailor who lost its compass.
Everytime it's possible, I just have to stare at the sea, 'cause "face à la mer, le bonheur est une idée simple"...
martedì 28 maggio 2013
AVA Profondamente Family...
Può un weekend di immersioni essere bello anche senza immersioni?
Logica, buonsenso e retorica suggerirebbero di no, ma capita, se tutte le variabili dell'equazione sono al posto giusto nel momento giusto, che un weekend senza immersioni non sia necessariamente un weekend senza Subacquea.
E se c'è la Subacquea (per come la intendiamo noi), ecco che ci si diverte e il weekend della domanda iniziale non solo diventa bello, ma divertente, aggregante, costruttivo e sotto diversi aspetti indimenticabile.
Come avrete intuito un po' tutti guardando fuori dalla finestra, il nostro evento "AVA Profondamente Pulito" ha subìto un bell'assalto a tenaglia sia da Nettuno che da Giove Pluvio. Mare mosso, visibilità zero, acquazzoni ricorrenti e imprevedibili, temperature praticamente invernali.
Tutte condizioni che hanno tenuto quasi tutti noi lontani dall'acqua, ma che non ci hanno nemmeno per un momento dato l'idea che la cosa non si potesse vivere comunque tutti assieme. Nessuno, ma proprio NESSUNO, si è nemmeno per un momento lamentato del fatto che andare in acqua sarebbe stato problematico. E parecchi ci sono andati comunque per puro spirito di volontà e divertimento.
Ognuno di noi era lì per passare un weekend in Family e così è stato. Sorrisi, chiacchiere, mangiate e bevute.
I quattro sportivi azzurri Piccinini, Montano, Aicardi e Marin sorridenti, semplici, sempre disponibili.
Una visita al Baratti e una al Deep Inside...il primo che sorprende i quasi 250 presenti con una "spaghettata" organizzata al volo con il sorriso e la semplicità di chi prepara qualcosa al volo per due o tre amici che ti sono venuti a trovare... Il secondo che ci spiazza e ci commuove offrendo a TUTTI un buono per recuperare le immersioni non fatte.
Le magliette, indossate con orgoglio (in un caso anche sopra la muta!), e i cappellini di Calimero, indossati sempre. Ma proprio sempre. Con tanto di prototipo cappuccio/uovo da portare sott'acqua.
Ed è bellissimo constatare quanto questo clima non sia solo una personale visione filtrata e distorta dal mio risaputo cieco ammmmmore per l'SNSI, ma lo stesso è stato subito percepito e goduto anche da Elena, alla sua primissima esperienza con la Family. E sono contento che abbia potuto sperimentare che in SNSI tutto può accadere... le incursioni "spritz" al baretto del piano-4 con il gruppo del Veneto, cenare al tavolo presidenziale e chiacchierare amabilmente con i grandi capi, la salsa improvvisata dei Med Blu nel parcheggio, l'instancabile (nonché ormai mio migliorissimo amicissimo del cuore) Giacomo, le battute e i mille coinvolgenti progetti di Riccardo, diving center che ti fanno sentire a casa anche se ci metti piede per la prima volta...
E per quel che mi riguarda... esco da un periodo estremamente disorientante in cui ancora non capisco se quello che c'era prima era un sogno e mi son svegliato oppure esattamente l'opposto, ma posso tranquillamente dire che finalmente questo è stato il primo evento che ho vissuto davvero "al caldo", davvero sereno. Come sempre ho incrociato più volte sorrisi, battute, idee e progetti con Fulvia, Alessio, Riccardo e Giacomo, ma in più ho avuto modo di conoscere meglio una larga fetta di Family con cui normalmente, per motivi temporali o geografici, non ho occasione di interagire.
Insomma, pur senza aver bagnato l'attrezzatura (che se vogliamo... almeno non è da lavare!!! :-D ) il messaggio di AVA - Profondamente Pulito ha raggiunto comunque tutti, abbiamo visto bei posti, abbiamo conosciuto nuovi amici e ritrovato quelli vecchi, e nonostante il meteo ci siamo scaldati tutti quanti a vicenda.
Ma soprattutto, ciò che ha reso me un bambino felice e questi giorni storici: ho conosciuto Calimero... quello vero!!!! In carne, ossa, guscio e piume!!!! MITICOOOOOOO!!!! :-D
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| The one. The only. The Real... |


domenica 12 maggio 2013
Uhm...
... e poi scopri che per guarire ci vuole più tempo del previsto (o dello sperato), che comunque non riesci a fartene una ragione e la cosa non ti piace, che anche se hai cominciato ad andare oltre e a ricostruire, ogni tanto quel cazzotto fa ancora bruciare lo stomaco.
Eccheccazzo...
Eccheccazzo...
domenica 21 aprile 2013
My Immortal...
I'm so tired of being here suppressed by all my childish fears.
And if you have to leave I wish that you would just leave,'cause your presence still lingers here and it won't leave me alone.
These wounds won't seem to heal, this pain is just too real. There's just too much that time cannot erase.
When you cried I'd wipe away all of your tears, when you'd scream I'd fight away all of your fears.
And I held your hand through all of these years...
...
sabato 20 aprile 2013
Nel frattempo...
E da domani basta con le vecchie foto, le vecchie e-mail, i vecchi bigliettini d'auguri con dedica...
...ottimo. Dunque... da un punto di vista meramente matematico a "domani" mancano ancora 12 ore e quaranta minuti, perciò...
Pioggia di merda... sabato prossimo vado al mare... :-\
venerdì 19 aprile 2013
Just tryin' to live a good one...
"Most people like to own things.
You know, land, luggage, other people. Makes them feel secure. But all that can be taken away.
And in the end, the only thing you really own is… uh… is your story.
And in the end, the only thing you really own is… uh… is your story.
Just tryin' to live a good one."
Già. Cerchiamo di vivere una buona storia. Di poterci guardare indietro soddisfatti.
Che periodo strano... Non posso dire brutto, chi me ne da il diritto. In fondo ho la salute, ho un lavoro, ho gente che mi vuole bene.
E infatti c'è stato il bel week-end a Livorno, con quelle due persone che mi stanno vicino più di quanto avrei mai osato chiedere. Che mi fanno capire che posso fare tanto, che c'è tanto da fare. E io ho voglia di intraprendere nuove strade, ma anche dopo la seconda bottiglia di vino ero comunque cosciente del fatto che ora non è il momento di prendere decisioni. Almeno non quelle decisive (se mi consentite la cacofonia).
Posso permettermi di prendere ancora un po' di tempo, ma non voglio esagerare.
Forse ho intravisto una possibile strada e chissà... dopotutto è quello che sognavo da quando avevo 16 anni, no? Bah, intanto continuo con la mia sad pop music, va'! :-)
E poi la notizia di Emiliano. Cazzo, altra botta. M'ha veramente scombussolato ancora di più quei confusi impulsi neuronali elettrici che chiamo "pensieri".
Ho la fortuna di aver sviluppato un buon rapporto con l'idea della morte, perciò quando ho saputo che un mio coetaneo se n'è andato così, mi sono subito messo a pensare a come ha vissuto, piuttosto che come è morto. Non lo conoscevo un granché, ma dai suoi racconti, da quel che diceva, dalle espressioni che aveva nelle sue foto, dai saluti postumi dei suoi amici su FB mi ha sempre dato l'idea di un ragazzo con una gran voglia di vivere, che se l'è goduta non nel senso epicureo del termine, ma sfruttando il proprio tempo come un dono prezioso.
E così deve essere.
In questo momento sono in una situazione che non ho chiesto. Sono in una condizione in cui non volevo essere. Ma come ben sapete il mio motto è (da oggi pomeriggio ancor di più) parte integrante di me.
"Va tutto bene. La vita non deve essere perfetta. Deve essere vissuta".
Ed è allo stesso tempo un memento e un monito: ricordati di respirare a pieni polmoni qualunque cosa ti succeda, perché ogni boccata, dolce o amara che sia, è comunque ossigeno, forza, energia vitale, crescita.
Un monito perché io ce l'ho una vita, ho la possibilità di scegliere, di andare avanti, lamentarsi per le cazzate è una vana perdita di tempo che lascio a chi ha voglia di buttare nel cesso giorni preziosi.
E perciò
"When it comes your time to die, be not like those whose hearts are filled with the fear of death, so that when their time comes they weep and pray for a little more time to live their lives over again in a different way. Sing your death song and die like a hero going home."
Già. Cerchiamo di vivere una buona storia. Di poterci guardare indietro soddisfatti.
Che periodo strano... Non posso dire brutto, chi me ne da il diritto. In fondo ho la salute, ho un lavoro, ho gente che mi vuole bene.
E infatti c'è stato il bel week-end a Livorno, con quelle due persone che mi stanno vicino più di quanto avrei mai osato chiedere. Che mi fanno capire che posso fare tanto, che c'è tanto da fare. E io ho voglia di intraprendere nuove strade, ma anche dopo la seconda bottiglia di vino ero comunque cosciente del fatto che ora non è il momento di prendere decisioni. Almeno non quelle decisive (se mi consentite la cacofonia).
Posso permettermi di prendere ancora un po' di tempo, ma non voglio esagerare.
Forse ho intravisto una possibile strada e chissà... dopotutto è quello che sognavo da quando avevo 16 anni, no? Bah, intanto continuo con la mia sad pop music, va'! :-)
E poi la notizia di Emiliano. Cazzo, altra botta. M'ha veramente scombussolato ancora di più quei confusi impulsi neuronali elettrici che chiamo "pensieri".
Ho la fortuna di aver sviluppato un buon rapporto con l'idea della morte, perciò quando ho saputo che un mio coetaneo se n'è andato così, mi sono subito messo a pensare a come ha vissuto, piuttosto che come è morto. Non lo conoscevo un granché, ma dai suoi racconti, da quel che diceva, dalle espressioni che aveva nelle sue foto, dai saluti postumi dei suoi amici su FB mi ha sempre dato l'idea di un ragazzo con una gran voglia di vivere, che se l'è goduta non nel senso epicureo del termine, ma sfruttando il proprio tempo come un dono prezioso.
E così deve essere.
In questo momento sono in una situazione che non ho chiesto. Sono in una condizione in cui non volevo essere. Ma come ben sapete il mio motto è (da oggi pomeriggio ancor di più) parte integrante di me.
"Va tutto bene. La vita non deve essere perfetta. Deve essere vissuta".
Ed è allo stesso tempo un memento e un monito: ricordati di respirare a pieni polmoni qualunque cosa ti succeda, perché ogni boccata, dolce o amara che sia, è comunque ossigeno, forza, energia vitale, crescita.
Un monito perché io ce l'ho una vita, ho la possibilità di scegliere, di andare avanti, lamentarsi per le cazzate è una vana perdita di tempo che lascio a chi ha voglia di buttare nel cesso giorni preziosi.
E perciò
"When it comes your time to die, be not like those whose hearts are filled with the fear of death, so that when their time comes they weep and pray for a little more time to live their lives over again in a different way. Sing your death song and die like a hero going home."
E chiudiamo così...
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