venerdì 19 aprile 2013

Just tryin' to live a good one...





"Most people like to own things.
You know, land, luggage, other people. Makes them feel secure. But all that can be taken away.
And in the end, the only thing you really own is… uh… is your story.
Just tryin' to live a good one."

Già. Cerchiamo di vivere una buona storia. Di poterci guardare indietro soddisfatti.
Che periodo strano... Non posso dire brutto, chi me ne da il diritto. In fondo ho la salute, ho un lavoro, ho gente che mi vuole bene.
E infatti c'è stato il bel week-end a Livorno, con quelle due persone che mi stanno vicino più di quanto avrei mai osato chiedere. Che mi fanno capire che posso fare tanto, che c'è tanto da fare. E io ho voglia di intraprendere nuove strade, ma anche dopo la seconda bottiglia di vino ero comunque cosciente del fatto che ora non è il momento di prendere decisioni. Almeno non quelle decisive (se mi consentite la cacofonia).
Posso permettermi di prendere ancora un po' di tempo, ma non voglio esagerare.
Forse ho intravisto una possibile strada e chissà... dopotutto è quello che sognavo da quando avevo 16 anni, no? Bah, intanto continuo con la mia sad pop music, va'! :-)

E poi la notizia di Emiliano. Cazzo, altra botta. M'ha veramente scombussolato ancora di più quei confusi impulsi neuronali elettrici che chiamo "pensieri".
Ho la fortuna di aver sviluppato un buon rapporto con l'idea della morte, perciò quando ho saputo che un mio coetaneo se n'è andato così, mi sono subito messo a pensare a come ha vissuto, piuttosto che come è morto. Non lo conoscevo un granché, ma dai suoi racconti, da quel che diceva, dalle espressioni che aveva nelle sue foto, dai saluti postumi dei suoi amici su FB mi ha sempre dato l'idea di un ragazzo con una gran voglia di vivere, che se l'è goduta non nel senso epicureo del termine, ma sfruttando il proprio tempo come un dono prezioso.

E così deve essere.
In questo momento sono in una situazione che non ho chiesto. Sono in una condizione in cui non volevo essere. Ma come ben sapete il mio motto è (da oggi pomeriggio ancor di più) parte integrante di me.

"Va tutto bene. La vita non deve essere perfetta. Deve essere vissuta".

Ed è allo stesso tempo un memento e un monito: ricordati di respirare a pieni polmoni qualunque cosa ti succeda, perché ogni boccata, dolce o amara che sia, è comunque ossigeno, forza, energia vitale, crescita.
Un monito perché io ce l'ho una vita, ho la possibilità di scegliere, di andare avanti, lamentarsi per le cazzate è una vana perdita di tempo che lascio a chi ha voglia di buttare nel cesso giorni preziosi.

E perciò
"When it comes your time to die, be not like those whose hearts are filled with the fear of death, so that when their time comes they weep and pray for a little more time to live their lives over again in a different way. Sing your death song and die like a hero going home."

E chiudiamo così...

Lovin' that smell... over and over...

6 aprile 2013

Un'intera giornata al Poligono di Novi, partecipando da "infiltrato" il corso di Tiro Tattico Operativo tenuto da Christian...
Credo di aver bruciato almeno 200 colpi solo oggi. La mia 17 è uno spettacolo, viaggia che è una meraviglia. Abbiamo lavorato talmente tanto che non c'è stato nemmeno tempo per sgranchire la 38 o l'Hatsan...

Beh, in compenso notare i due "special guest" della giornata...





Wow... sparare con una pistola d'epoca, un'originale del 1937, percepire la perfezione dell'assemblaggio e del progetto alla base. Ma quante ne sapevano???

E poi l'M4... quello lascia letteralmente senza parole... =-)

Train hard, fight easy!!!!
;-)

Reboot...

Lunedì 1 aprile (notte tarda... tanto per cambiare...)

Si cresce e si cambia.

Si cresce e si sbaglia.
Beh, sbaglio molto e cresco poco, bisogna solo aggiustare le proporzioni.

E quando fa così male va vissuto, perché niente insegna come il dolore. Se cerchi di scacciarlo sprechi importanti lezioni. Godiamocelo, perché le sensazioni intense vanno vissute, respirate, gustate. Buone o cattive non fa differenza, finché sono intense significa che sei ancora vivo. Buon segno, dopotutto.


Anche se fa male. Porca puttana se fa male...


L'improbabilità infinita...

21 marzo 2013 (notte tarda...)

Sigla:


Già, perché quando finalmente realizzi che è successo l'insuccedibile, che l'Evento, "The One" si è reso manifesto in tutta (e nonostante) la sua infinita improbabilità, beh c'è poco da fare.
In attesa di tornare alla realtà e rimboccarsi le maniche non riesco a fare altro che stilare un sarcastica pro-con list, aiutato da zuccheri, alcool e (al più presto) THC. Che non sono la soluzione, intendiamoci, ma in questo momento fottesega e preferisco stortarmi piuttosto che raddrizzarmi.

Ma andiamo oltre.

ASPETTI POSITIVI
1. Ascolto giustificato di splendida sad pop music. Più il testo è struggente, più ci si sente compresi da artisti che ti stanno vicini in questi momenti perché sanno che compri qualunque cagata su iTunes. Quindi eccovi i miei 0,99 euri, in cambio chiedo solo accordi in Si b, Re m, terze diminuite, accompagnati da voci di belle fighe dallo sguardo triste.

Exempli gratia:



2. Diversificazione musicale. Corollario al primo punto, si rende necessario per un po' evitare certi pezzi che richiamino alla mente ricordi ancora troppo vividi e dolorosi. Ecco che allora si pesca nei back-up roba inascoltata da tempo o del tutto mai ascoltata. Quanto mi garbava la musica celtica... ne ho giga su giga. E ho rivalutato i System of a Down, magari non i testi, ma certa musicalità è unica. W il metallo...

3. Tempo libero. Per lo più recuperato di notte grazie a intoppi nel passaggio veglia-sonno e a risvegli tachicardici contro i quali non ha molto senso lottare.

4. (diretta conseguenza del punto 3) Aumento della cultura. Quasi divorato un libro in tre giorni. Già pronto il prossimo.

5. (seconda diretta conseguenza del punto 3) Aumento della Forma Fisica. La maggior parte degli uomini nella mia situazione si ficcano sotto un bilanciere e cominciano a gonfiarsi, nutrendosi di soli bianchi d'uovo e bresaola. Io per fortuna non sono impazzito del tutto e ho ripreso a correre. Faccio già 6 km. Fico.

6. Alimentazione squilibrata. Va nei "pro" perché è divertente mangiare nei luoghi e negli orari più disparati. Si apprezzano anche le piccole cose, tipo che il Mc di Binasco nel weekend sta aperto 24 su 24. Sono cose belle.

7. Piacevole Insensibilità. Così ben trasposta in musica dai Pink Floyd (vabbé, se non l'avete capita è qui), è quella condizione di cinismo che sebbene possa essere annoverato tra gli aspetti negativi in realtà regala un vantaggioso distacco nei confronti di eventi che altrimenti turberebbero. Mi spiego: cose come la disastrosa situazione socio-politica del nostro Paese, le dimissioni storiche del Papa, la crisi globale... tutte cose che mi restano del tutto indifferenti e che quando sono particolarmente ben disposto mi ispirano espressioni gggiovani tipo "fottesega", "fregancazzo" o "puppatemilafava". Se invece sono proprio inverso, di fronte a questi pezzi di storia mi limito a digerire a voce molto alta (anche grazie al punto 6).

What else...

ASPETTI NEGATIVI
- Tutto quanto non compreso nell'elenco "ASPETTI POSITIVI".

That's all, folks!
:-\

martedì 19 febbraio 2013

EUDI 2013

Un grande evento... mi ci voleva proprio.
Come sempre le polemiche relativa alla fiera, alla sua organizzazione e alla mancanza di certi riferimenti non sono mancate, ma sinceramente ero partito per l'EUDI con il puro intento di stare un po' con la Family. Ne avevo proprio bisogno.

E se in giro per il pad. 6 l'atmosfera non era delle più allegre, con tanti spazi vuoti riempiti da piscine, inguardabili opere di arte moderna (non me ne vogliate, ma quella boiata con le lamiere era veramente inguardabile) o addirittura nient'affatto riempiti, sinceramente non me ne sono accorto. Allo stand SNSI l'aria era festosa, i membri della Family passavo l'intera giornata a chiacchierare e fare foto, si prendevano contatti, si parlava delle tantissime novità, ci si pigliava amorevolmente per i fondelli a vicenda com'è giustamente dovuto.

E il tempo mi è letteralmente volato, alla ricerca dei vecchi amici e chiacchierando con quelli nuovi, spiegando agli interessati avventori il nostro lavoro e i nostri corsi oppure cercando di dare un piccolo aiuto alla gestione del banco. Soprattutto per quel che riguarda il gadget di quest'anno... a proposito, se non siete venuti in fiera, vi auguro che alla prossima uscita in barca i vostri preziosissimi occhiali da sole da 15 milioni di dollari vi cadano in acqua. Con una semplice visita allo stand SNSI avreste evitato l'inconveniente!!!! Ehehehehe... :-P

Anche se non avete idea che meraviglia scoprire quale fosse il gadget dedicato ai professional... insomma, non è da tutti!!!!

Il non essere da tutti... =-)

Ma soprattutto ho avuto tempo di dare voce alle mie perplessità e mi è servito tantissimo. Ora i progetti e le idee ci sono, così come il voler fare meglio e il fare nel modo giusto. So di aver fatto degli errori e so esattamente come correggerli. In più vediamo se una certa ideuzza può andare in porto... ma 'un si dice nulla, via! :-D

Di cose da dire ce ne sarebbero per riempire dieci dei miei abituali post chilometrici, ma vado che c'ho da fare col sito... un paio di scatti per farvi rosicare dall'invidia...







mercoledì 13 febbraio 2013

Steppin' back...


Fermi tutti...

Rileggevo un po' di vecchi post e solleticavo i ricordi.
Ricordo che non era un peso puntare la sveglia alle 5 del mattino, di domenica, per fiondarmi al lago sapendo che mi aspettava un'immersione in cui non avrei visto una mazza, avrei preso un botto di freddo e probabilmente avrei avuto una serie interminabile di esercizi complessi da eseguire in pochissimo tempo.
Ricordo che si faceva a gara ad arrivare per primi perché "chi arriva in ritardo offre da bere".
Ricordo anche che a volte in tutto 'sto sbattimento finiva pure che il tuffo non si faceva perché anche uno solo del gruppo non era in piena forma.
Ricordo un caldissimo giorno di inizio settembre, avevo il piede ingessato fino a metà stinco e mi sono fatto più di un chilometro a piedi (a piede...), con l'incedere sfiancante di chi arranca con le stampelle, solo perché dovevo raggiungere Walter in ufficio e ritirare il kit Explorer Diver. Scherziamo? Avere in mano quel manuale e iniziare a studiarmelo in attesa che mi guarisse il piede era di assoluta priorità.
Ricordo che bastava che Walter ci inviasse via e-mail una delle sue domande bastarde sui consumi o sulla pianificazione perché Marco ed io trascorressimo l'intera giornata al telefono o scambiandoci sms per cercare di risolvere il quaesitum nel più breve tempo possibile per non fare una figuraccia.
Ricordo di essermi sentito solo dopo la morte di Walter, ma di non aver avuto paura di rimettermi in gioco, di chiedere aiuto, di sottopormi al giudizio di chi non mi conosceva e intraprendere un percorso che mi consentisse di andare avanti e, in un certo senso, oltre. (per capirci...)
Ricordo molto bene quante convinzioni scricchiolavano, ma quanti nuovi stimoli ricevevo da Fulvia e Alessio. Una vera rinascita, un,altra meravigliosa catarsi subacquea in poco più di due anni.
Ricordo quanto mi piacesse (e mi piace tuttora) studiare, praticare, sostenere esami... datemi del pazzo ma a me fare l'allievo diverte un mondo. (dimostrazione)

E poi ricordo la mia Stefania, che lottando con caparbietà contro le difficoltà iniziali non ha mai smesso di crescere, di aver voglia di imparare, di cercare ad ogni tuffo qualcosa di nuovo.
Ricordo che veniva in piscina sempre e comunque, anche quando non seguiva alcun corso, solo per esercitarsi.
Ricordo che ha affrontato il freddo con una muta a maniche corte, accompagnandomi in ben quattro immersioni in un unico giorno, una delle quali di notte e circondati da squali fin troppo amichevoli, sostenendomi perché in fondo in quei giorni ero un po' deluso e un buddy giù di morale non si abbandona mai. (c.v.d.)

Ricordo un magro ragazzino di 10 anni, che a dispetto di tutto e tutti ha completato un corso Open in mezzo agli adulti, senza mai lamentarsi, senza mai mollare, chiedendomi di fare un'immersione in più perché quella precedente non l'aveva soddisfatto. E che ancora oggi ogni tanto carica su facebook le foto del suo esame. (un esempio)

Ricordo un vecchio amico, allievo della storica DLS, che senza riconoscimenti né incarichi ufficiali si è offerto di farmi da Divemaster durante due corsi Open.
Ricordo che ha partecipato a TUTTE le lezioni di teoria, che in piscina lavorava senza sosta, che al mare sapeva essere ovunque in qualunque momento, che un attimo prima preparava il pallone per gli esercizi e un secondo dopo era accanto agli esaminandi alleggerendo la loro tensione col suo sorriso e le sue battute.
Ricordo che sott'acqua era sempre dove doveva essere, che non perdeva un colpo, che sapeva farsi voler bene da tutti gli allievi di tutte le età. E tutto questo senza che nessuno gli avesse chiesto nulla e senza nessuna gratificazione "materiale" dall'associazione in cui si era allora. (eh beh!)

Sono solo esempi, ricordi e nostalgie che mi sono venuti in mente spulciando qua e là nel blog. Ma questa io la chiamo PASSIONE. Quella che Walter, Fulvia e Alessio (e Roberto e Raul ancora prima di loro) hanno visto in me e hanno fatto di tutto per stimolare, far crescere, incanalare in qualcosa di buono, in qualcosa di più.
Quella che io ho scorto negli occhi di Stefania, di Davide, di Roberto, solo per citare gli esempi di sopra.
La PASSIONE nella vita è tutto, l'essere vivi nel senso pieno del termine non può prescindere dall'essere appassionati in tutte le cose che facciamo.
E' dal mio corso Divemaster che sento la voglia di trasmettere la passione per la subacquea, così come in seguito ho fatto anche con il ballo e con un po' di scherma, le altre due discipline che ho insegnato. Insegnare mi piace, trasmettere agli altri mi fa sentire ricco, molto più del semplice "fare".

Ma purtroppo (e giustamente) non sono Walter, Fulvia o Alessio e in un certo senso non lo sarò mai, perciò ho ancora tanta strada da fare per trovare il mio modo di creare il giusto fluire di nozioni e sentimenti da me agli altri. Per esperienza parto sempre dal presupposto che la colpa sia mia, non degli altri, perciò ci vorrà del tempo per capire, per analizzare, per studiare l'atteggiamento giusto. Forse che il confine tra mettere pressione e trasmettere entusiasmo è un po' troppo sottile. Così come il confine tra l'essere troppo permissivo e il non essere preso sul serio.
Lungi da me il giudicare gli altri, ognuno è libero di scegliere ciò che è prioritario, ma un atteggiamento che ho sempre ammirato nei miei mentori ma che per carattere non sono mai riuscito a replicare è proprio quello del "do ut des". Vuoi fare una certa cosa? Bene. Vuoi farla con me? Ottimo... MA... c'è un "ma" grosso come una casa. Io non mi risparmio, sono a tua completa disposizione e farò in modo di darti molto più di quanto previsto o di quanto sia tenuto a darti, ma l'impegno da parte tua deve essere esattamente lo stesso. Il "valore aggiunto" che Walter mi ha insegnato così bene può essere conferito solo a fronte di una dedizione sincera e totale alla cosa. L'imprevisto capita a tutti, così come il periodo scazzo in cui uno c'ha solo voglia di fare altro. Per carità. Ma la sistematicità del rimando, il far affidamento sulla mia disponibilità a cambiare giorni/orari, la pretestuosità di lavoro/famiglia/amici/impegni/minchiatevarie usati come giustificativo della mancanza di tempo quando la presenza sui social network tradisce una libertà di tempo sufficiente a fare tante altre cose... beh, queste cose comincio ad archiviarle sotto la voce "esticazzi". Ho fatto corsi a gente con lavori molto importanti, turni, trasferte, ma il sincero coinvolgimento facevano sì che gira e rigira si finiva comunque puntuali, oppure con una settimana o due di ritardo (magari dovuta al cattivo tempo per di più).
Se vi sembra un discorso esagerato ed assurdo... beh, vuol solo dire che
1. non siete di sicuro istruttori
2. non avete mai organizzato qualcosa di più complesso di una cena a casa di amici
3. non avete passato decine e decine di ore a studiare o ad imparare qualcosa alla perfezione per il solo piacere di trasmetterla ad altri nel migliore dei modi
4. vi è sempre andata bene e non siete mai rimasti delusi da qlcs/qlcn
Perciò a modo mio devo apprendere la sottile arte del farmi prendere sul serio, del "se non ti interessa cazzi tuoi", ma pur sempre con la voglia di coinvolgere e di appassionare che mi è propria e con quella gioia di vivere e amore per le cose semplici che ormai fanno parte della mia filosofia di vita.

Detto questo c'è bisogno di qualche passo indietro, non tanti, giusti giusti quelli necessari per vedere il tutto un po' più da lontano, sotto una prospettiva più ampia, in modo da valutarlo meglio. A questo aggiungo che ho la fortuna di avere accanto Stefania che non smette un attimo di credere in questa cosa, di essere propositiva, di cercare la strada più efficace ed efficiente da seguire per portare avanti questa cosa che sente sua tanto quanto mia.

Quindi per ora il progetto Seadragon va in stand-by. Lo bozza di statuto già bella e stampata resta nel cassetto in cui giace da novembre scorso, le magliette-prototipo continueranno ad essere indossate con orgoglio. Non ci rinuncio, non si rinuncia ai sogni, in quanto tali lì sono e lì restano. E poi ne ho avuto un delizioso assaggio al Memorial di Sharm. Però voglio strutturarlo meglio, voglio incontrare lungo il percorso i collaboratori giusti che, chi più chi meno, diano il loro contributo emotivo e pratico, lascino nella Seadragon un pezzettino della loro PASSIONE. Cercheremo anche un riferimento logistico, una location ufficiale, perché MondoSub va benissimo, Roberta e Pietro sono sempre stati sinceri, corretti e disponibili con me e per questo li adoro, ma abbiamo bisogno di uno spazio nostro, di un'acqua delimitata che faccia da rifermento aggregante.

Quindi ora continuerò con i corsi messi in calendario perché c'è gente che ci tiene sul serio a proseguire il proprio addestramento e lo vuole fare con me. Dopo la pausa estiva si valuterà con quale forma riprendere il nuovo anno accademico, anche per garantire ai miei allievi una una presenza e un'offerta costanti e non dispersive, alla mia didattica un flusso di lavoro degno di nota visto quanto credono e investono in me, a me un piccolo sogno che si realizzi come sia Stefania che io lo vorremmo.
E ovviamente continuerò a riversare esperienze, pensieri e considerazioni (subbaqque e non) in questo piccolo (x il mondo) grande (x me) blog.
Guardo all'EUDI con più serenità ora, perché so che me lo godrò come membro della Family che ha tanta voglia di fare bene e PASSIONE da regalare in quantità.

Per ora è tutto.
A presto!
:-)

lunedì 14 gennaio 2013

At the gym...

Buon anno a tuttiiii!!!!!!
Il tempo vola e le festività natalizie, che tornati da Sharm sembravano così lontane, sono già un bel ricordo...
Beh, dopo un bellissimo Natale e uno stupendo Capodanno trascorso con gli amici in totale relax (e rigorosamente al mare) già si avvicina il momento di riprendere i corsi e soprattutto la gran reunion dell'EUDI, anche quest'anno qui nella Gran Milàn.

In attesa di nuove avventure subbaqque ne approfitto per ricordare l'ultimo tuffo del 2012, in compagnia del neo-draghetto Simone. Nonostante dalle foto possa non sembrare, si trattava di un assolato lunedì dicembrino, durante il quale ci siamo divertiti a testare la Palestra Subacquea di Arenzano.
Si possono trovare divertenti due tuffi passati a gironzolare intorno, sopra e dentro a dei blocchi di cemento di varie forme messi su un sabbione a -18, con una visibilità pessima, corrente di maroso e acqua freddina?
Che domande...  ;-)

Stay tuned!!!!