lunedì 15 marzo 2010

Cavilli...

Uffa, giornate di sbattimenti, arrancando nel ginepraio delle certificazioni dell'attrezzatura tecnica, alla ricerca di piccole ma preziose marchiature CE, cercando di non perdersi, manco fosse un'immersione tra le alghe kelp californiane... :-\

Per fortuna stasera ci sono i miei bimbi a confortarmi. Me li prendo per mano, come faccio sempre, e insegno loro come far scivolare gli indici a zig-zag sulle tabelle, nel prezioso momento in cui far comprendere l'importanza di una corretta pianificazione.
Un momento prezioso, dicevo, un imprinting che farà di loro un bel gruppetto di subacquei coscienziosi.

Augurate loro una buona lezione!!!! ;-)

martedì 9 marzo 2010

Buddies...

"C'è un legame fortissimo,
quando si va sott'acqua assieme.
"
-Stefania-

Shit happens...

Ogni immersione ci lascia qualcosa, non potrebbe essere altrimenti. Dopo ogni tuffo si cresce, si acquisisce esperienza, ci si forma.
Cosa mi ha regalato l'immersione di domenica scorsa? Tanto, tantissimo. Quel "qualcosa" che non ha prezzo, che ti fa capire se il percorso che stai seguendo è corretto oppure va raddrizzato in una direzione piuttosto che in un'altra.

Ho scelto di immergermi con una filosofia ben precisa ed ho voluto fortemente cercare di circondarmi di persone che mi consentissero di crescere esattamente come io desidero. E domenica scorsa ho avuto un piccolo assaggio, un piccolo "test" involontario che mi ha dimostrato che la strada che sto percorrendo è proprio quella che volevo imboccare. Oddìo, avrei preferito non subire una dimostrazione pratica del genere, già ne ero abbastanza convinto, ma come ho scritto nel titolo del post... shit happens...

Guardandomi in giro, ho sempre la sensazione che cose come esercizi, pianificazioni, procedure di emergenza, siano argomenti da relegare in quell'intervallo di tempo che va dall'inizio alla fine di un corso, di qualunque livello esso sia. Poi si va di computer, di attrezzatura costosa, di bibombola belli capienti e ci si sente a posto.
Mi ritengo fortunato, perché qualcuno mi ha trasmesso (a spiegare sono capaci -quasi- tutti, trasmettere è un'altra cosa) l'importanza di considerare l'immersione nella sua completezza, senza lasciare nulla, ma proprio nulla, al caso.
Se alla profondità massima, dopo il punto di non ritorno, un erogatore (di qualità, tra i migliori) andasse in continua e ti svuotasse in un lampo mezzo bibo nonostante una pronta chiusura del rubinetto... e se risalendo, a causa di questo, il gas di fondo non bastasse per le deep stop e per arrivare al gas-shift... beh, potrebbero essere cazzi amari se questa eventualità non fosse regolarmente contemplata tra i vari "e se succede che...?" da considerare in fase di pianificazione.

E' quello che è successo domenica scorsa. Lo spavento c'è stato, vi garantisco che un'esperienza del genere nel buio del lago e con tutta quell'acqua tra voi e la superficie non è per nulla divertente. Ma la paura è stata compensata dalla preparazione, dal sapere cosa fare, dalla consapevolezza che sì, è una situazione di merda, ma che sapevo che poteva accadere, ne abbiamo discusso spesso e provato praticamente infinite volte cosa fare.
Aggiungeteci una fiducia totale nelle persone con cui vi immergete (per inciso...GRAZIE LUCA!!!! ;-) ) e potete precipitare nel mondo del silenzio con quella "consapevolezza" che tanto spesso mi piace citare.

Sono felice, perché ne sono uscito vivo, calmo, arricchito. E con la voglia di continuare a praticare, a visualizzare, ad imparare. Se la fai franca una volta vuol dire che sei ben preparato (e/o molto fortunato), non che sei immortale o il sub più fico del mondo. Anzi, certe esperienze di devono riportare coi piedi per terra, ricordandoti che quello che hai fatto finora è servito, perciò... continua a farlo!!!!

Il nostro è uno degli sport più belli al mondo, perché ogni tuffo è una piccola lezione di vita...

sabato 27 febbraio 2010

Legge di natura.

"Sei la superficie
verso la quale salgono
rincorrendosi
le bolle dei miei pensieri...
"
-Ubik-


Foto di Walter Mariani ("Solitude")

Accessori invernali.

Nota del giorno (in realtà è di domenica scorsa): amico tech-diver, se una mattina ti capita inspiegabilmente che la muta stagna proprio non stia a posto... che senza una ragione apparente tu ti senta costretto più del solito nella zona del collo e delle spalle... che il collo di lattice ti sembri fuori posto nonostante le rassicurazioni del tuo Buddy...
Beh, amico tech-diver, fermati un secondo e chiediti dove hai messo la sciarpa quando l'hai tolta... se l'hai tolta... :-\

Nota della nota: c'è di buono che in deco avevo meno freddo del solito.
;-)

Andar sott'acqua in tutti i mari, in tutti i luoghi, in tutti i laghi...

(si capisce la citazione del titolo? :-P)
Eccomi, dopo più di una settimana d'assenza dal blog e appena tornato da un'immersione a dir poco strepitosa. Una piccola spiaggetta, acqua limpida, tanta luce grazie alla bella giornata. E finalmente un sacco di pesce: ci siamo ritrovati avvolti da un banco di piccoli pesciolini (alborelle?) e ci siamo gustati una placida Bottatrice mollemente adagiata lungo una spaccatura rocciosa. Ma soprattutto la mia prima immersione da solo con Walter!!! Una vera emozione... dopo tutti questi anni lo considero un traguardo importantissimo.
In più la sorpresa fattaci da Marco che, nonostante fosse di turno, è venuto comunque a trovarci... IN ELICOTTERO!!!! =-) Si è addirittura fermato in volo stazionario sopra al lago e ci ha scattato qualche foto...



Posso solo immaginare la curiosità che avrà suscitato l'evento tra passanti e residenti (tutti a dire "guarda un evento!" :-D ).

E' buffo come, soprattutto nell'ultima settimana, io stia vivendo la subacquea sempre più a "tuttotondo".
Da un lato il tech-diving fatto di configurazioni pesanti, pianificazioni meticolose, di continuo controllo del proprio corpo e delle proprie sensazioni.
Dall'altro il mio nuovo corso Open: tre coppie incredibilmente eterogenee per parentela ed età (marito/moglie, zio/nipote e due fratelli) che muovono le prime impacciate pinneggiate nei due metri d'acqua della piscina, che sgranano gli occhi di fronte a tutti quei termini e a tutti quei concetti nuovi.
Da una parte un modo più "profondo" (in tutti i sensi) di vivere questo sport, dall'altro il piacere di ripartire ogni volta dall'inizio, accompagnando per mano, scoprendo che ogni volta che insegno un argomento è come se lo imparassi nuovamente anch'io.
All'appello va poi aggiunta un'altra voce, che è quella che più aspetto, che è quella che più mi manca: le immersioni ricreative con la mia Buddy, quei piacevoli giri in acque calde e salate circondati dalla vita, quei tuffi che da soli ti riempiono la bocca con il sapore dell'estate.

Ma più procedo, più mi rendo conto che non c'è differenza, che non sono tre "modi". La subacquea è una sola ed essere subacquei coscienti vuol dire riuscire ad unire sapientemente i due estremi, chiudendo il cerchio. Perché all'interno di quel cerchio si bilanciano perfettamente sicurezza, divertimento, emozioni, esperienze. Perché all'interno di quel cerchio si piazzeranno tutte le mie immersioni future, siano esse nel verdenero delle profondità lacustri, guidando mezza dozzina di neo brevettati in un giretto attorno alla cima dell'ancora, oppure a braccetto con la mia Buddy cercando di tenere il conto di quante cernie mi hanno attraversato la strada.

Ma in attesa dell'estate, uno scorcio del lago Maggiore e della spiaggetta di Punta Granelli (domenica scorsa):

lunedì 15 febbraio 2010

Trepidazione...

...poche ore all'inaugurazione del nuovo corso Open. Tanta curiosità e tanta voglia di iniziare.

Nell'attesa, un piccolo scatto dell'immersione di sabato scorso a Castelveccana: il nostro team al completo appena riemerso dalle gelide acque (+4°C!!!) del Lago Maggiore...